From Canada with Love… da vedere con la Nonna!

Consigliare serie TV è relativamente semplice quello invece che risulta ostico è consigliarne una o più d’una che valgono per tutte le età.

Ad esempio se avete una nonna patita per le “soop” e volete consigliarle di vedere qualcosa di diverso allora cosa fate?. Ed ancora, se avete cugine o sorelle/fratelli più piccoli e volete condividere con loro la passione per le serie cosa scegliereste di vedere?. Se non avete trovato le risposte a queste domande ci pensa Zia Fenice.

Sulla piattaforma Netflix c’è una vasta scelta che soddisfa i gusti di più o meno tutti ma per coloro che non hanno accesso alla piattaforma online niente paura, queste serie TV che vi propongo sono facili da recuperare anche su altri siti di streaming.

Adatta a tutta la famiglia è sicuramente la serie tv originale Netflix Chiamatemi Anna. La storia della famosa orfanella della letteratura che per un disguido viene adottata da una coppia di fratelli in una fattoria Canadese i quali avendo bisogno di un ragazzo che aiuti con i lavori pesanti  si trovano invece sgomenti e frastornati nel vedersi letteralmente “recapitata” una ragazzina vivace, chiacchierona con una fervida immaginazione.

In un primo momento ho storto il naso avendo non pochi dubbi in merito. Mi chiedevo sopratutto: Avevamo davvero bisogno di una serie tv su Anne of Green Gables?.

Sotto l’aspetto qualitativo questo è un progetto molto valido, curatissimo sia sotto un punto di vista artistico ossia sceneggiatura e grafica (la prima volta in cui non salto mai la sigla) sia per quanto riguarda la scelta del cast ed in particolare il livello contenutistico che puntata dopo puntata raggiunge picchi molto alti. Questa serie tv infatti è un’inno all’immaginazione e all’importanza di coltivare la fantasia che se è sopita negli adulti nei bambini deve essere incoraggiata e salvaguardata. Quindi la mia risposta alla domanda è sì, ne avevamo bisogno e avremmo bisogno di più serie tv per ragazzi che si concentrino sulla “formazione” e la “crescita personale”.

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In realtà per chi ha visto il cartone (generazione ’90 sicuramente)  si renderà conto, guardando la serie, che molte cose sono diverse con licenze anche nei confronti della serie di romanzi scritti dalla canadese Lucy Maud Montgomery, pubblicato per la prima volta nel 1908 è destinato a tutte le età. In Italia alcuni romanzi della serie furono editi solo dopo l’anime che andò in onda per la prima volta nel  1980 su RAI 1 e che faceva capo all’originale giapponese. Molti saranno inoltre felicissimi di sapere che il grande successo tra i giovani ha portato una casa editrice indipendente italiana a considerare la possibilità di tradurre in maniera fedele tutti i romanzi della serie (alcuni volumi non sono mai stati pubblicati in  Italia), possibilità che pare essere diventata concreta vista la recente uscita del primo volume a cura di Enrico De Luca da parte di Lettere Animate che consiglio caldamente di recuperare.Dunque Stay Tuned gente!

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Tornando a parlare strettamente della serie tv, troverete milioni di recensioni di booktuber, youtuber e bookblogger che ne decantano i pregi  favorendo il nuovo trend tra i giovani e dunque il rifiorito amore verso questo pimpante personaggio femminile a tratti fin troppo logorroico. Per cui non mi dilungherò a dire cose che già altri hanno ribadito più e più volte, mi soffermerò invece su elementi che per chi è un’osservatore attento salteranno subito all’occhio. Ad esempio, la troppa “modernità” di alcuni pensieri di questa ragazzina che fa comprendere come gli sceneggiatori volessero, da un lato calcare la mano sull’elemento della emancipazione della donna (rafforzato ancor di più nella seconda stagione della serie con l’inserimento di un personaggio femminile che diventerà un punto di riferimento per Anna e la sua cerchia ristretta di amici), dall’altro rendere in chiave odierna alcune tematiche affrontate nei romanzi, “svecchiando” la serie e rendendola “accattivante” proprio per un pubblico difficile: gli adolescenti. In tal proposito è lampante questo tipo di operazione se consideriamo il personaggio del miglior amico di Anna, tra l’altro il mio personaggio preferito della serie, (Sì mi dispiace deludervi Gilbert per quanto sia ben caratterizzato e fin troppo perfetto per essere vero) che oltre a subire una crescita impressionante è uno dei punti cardini per quanto riguarda la tematica Lgbt ancora attuale è scottante tanto quanto l’emancipazione femminile. Altro importante cardine della serie è senz’altro l’amore che Anna ha per i libri che gli hanno permesso fin da subito di evadere da una realtà grigia ed insapore. Questa sua passione per la letteratura la rende un personaggio accattivante anche per tutti quei ragazzi che magari nella realtà vengono sbeffeggiati perchè leggono e che invece trovano in questo personaggio un modello, un’eroina con la quale empatizzare. Ultimo, ma non per importanza, è poi il ruolo che ricopre nella serie l’insegnamento ed in particolare l’importanza della scuola come terreno di formazione piuttosto che mero edificio istituzionale, un elemento che ho davvero apprezzato che crea un ponte nel difficile rapporto tra studente ed insegnante. Dunque tanto di cappello per questo valido prodotto televisivo.

Dimmelo e lo dimenticherò.Insegnamelo e lo ricorderò.Coinvolgimi e lo imparerò. 

Altra serie tv ricoperta di zucchero e melassa che sul tema dell’insegnamento va a braccetto con Chiamatemi Anna è When Calls The Heart (quando chiama il cuore). Questa serie anch’essa canadese, racconta le difficoltà ed i “problemi di cuore” che si troverà ad affrontare una ragazza di ricca famiglia che si trasferisce dalla città ad un piccolo paesino dell’Est, Coal Valley, per inseguire il suo sogno che è quello di Insegnare. Lei infatti è una maestra determinata, che dovrà affrontare l’ostilità dei paesani, che cosa vuol dire essere una donna in un mondo accademico ancora fatto da uomini e tanto altro ancora. Non mancheranno alcuni personaggi secondari che aiuteranno la ragazza ad ambientarsi e problemi di carattere più o meno serio da gestire. A tratti mi ha riportato a quando da piccola con mia madre seguivamo le vicende di Michaela una donna dottore che sfida le convenzioni sociali e che, da aristocratica si trasferisce nel West per seguire il suo sogno di fare il medico. Esatto, sto parlando de La Signora del West dove uno dei temi principali è il difficile rapporto con le riserve dei nativi americani ed i “colonizzatori inglesi”. Per questo mi ha fatto ribattezzare Quando chiama il cuore in La signora del West 2.0.

Questa serie, perfetta da vedere con la nonna, può apparire fin troppo buonista ma se ci si cala nell’arco temporale in cui sono narrate le vicende e sapendo sopratutto che questa serie è tratta dai romanzi con l’omonimo titolo, della scrittrice Janette Oke pubblicati nel 1983 (inediti in Italia), si supera e gli si perdona con facilità la patina “moralistica” con la quale è “impacchettata”. Questa è una serie ancora in corso composta per il momento da cinque stagioni, che tra l’altro è andata in onda sulla RAI e che è possibile recuperare sulla piattaforma Netflix ma anche su altri siti di streaming.

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Ora non vi resta che recuperare queste Serie TV con la Nonna ma più in generale con la famiglia, consigliarle a parenti ed amici e coltivare la vostra fervida immaginazione. Del resto, vagabondare per il Canada non è mai stato così semplice.

Buona vita e buona visione!

 

 

 

 

 

 

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