1930…in un cassetto di cuore!

I’m walking all night long 
in mysteries
You’re singing all day long in maze
Without song in my heart
it is a lie  (Ost Satellite)

Un kdrama che avrebbe dovuto avere in patria risonanza e successo tanto quanto Discendent of the Sun è Chicago Typwriter.

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2017, Seul. Uno scrittore famosissimo, solitario ed impertinente in crisi creativa cerca di superare “il blocco da foglio bianco” mentre, a pochi chilometri di distanza una “futura” veterinaria con la passione per la lettura e grande fan degli scritti del romanziere tenta di mettere fine agli strani “sogni” che fin da piccola angosciano le sue notti. Dopo una serie di situazioni rocambolesche create da un fantastico cagnolone, la veterinaria si troverà a consegnare presso la villa dello scrittore un pacco contenente una typewriter (macchina da scrivere chiamata così per il rumore dei tasti che ricorda il rimbombo sordo di spari di un particolare fucile) avendo così la possibilità di incontrarlo. Da questo momento in poi per uno strano scherzo del destino, le loro vite verranno unite proprio grazie alla macchina da scrivere la cui anima ha una “voce propria” con una storia tutta da raccontare cioè quella di tre ragazzi in una Corea del 1930 occupata dai giapponesi e della loro resistenza eroica al regime. Lo scrittore coglierà al volo l’opportunità di “impossessarsi” di questa storia? Qual’è il mistero che si cela dietro questa macchina da scrivere “posseduta”? e soprattutto, quali conseguenze porterà alla vita dei due protagonisti questa vicenda?.

Queste le premesse che daranno avvio ad una narrazione piena di colpi di scena, di storia e di letteratura. Non mancheranno l’amore, le citazioni di scrittori famosissimi (Stephen King per citarne uno), l’ amicizia ed il coraggio. Ma questa è una serie che è soprattutto un’omaggio alla generazione di quegli anni che con tanto vigore combatté un regime spietato.

Sono inciampata in questo drama per puro caso proprio nel 2017. Cercavo qualcosa che mi ispirasse e mi aiutasse ad uscire dall’enorme vuoto che aveva provocato in me l’aver finito l’ultimo romanzo che possedevo in libreria di Murakami (ogni sua parola mi incide carne ed ossa). Ed ecco che se nella mia vita posso affermare con sicurezza di non aver mai avuto il “colpo di fulmine” con le persone, questa storia è stata il mio: “amore a prima vista”.
Una penna è più forte di un coltello. Una macchina da scrivere è più forte di una pistola. […] Dovresti scrivere qualcosa di buono. Non scrivere per guadagnare fama e donne. Scrivi qualcosa di magnifico.”

Tutto, dalle premesse alla caratterizzazione dei personaggi, dalla forza della trama  alla scelta da parte dello sceneggiatore di raccontare un dato periodo storico della Corea. Tutto, ha fatto echeggiare nella mia testa un’unica frase:

Avrei voluto scriverla io questa storia!.

Come tutto ciò che diventa parte del mio bagaglio culturale, ho chiuso questa preziosa serie in un cassetto di cuore. Nonostante il mio forte amore nei confronti di questo kdrama sia dovuto infatti alla sceneggiatura (un’ambito che mi affascina non poco), non posso però non spendere due parole per l’accurata ricostruzione storica dei luoghi(stradine ed il bar in primis), dei costumi(abiti bellissimi, acconciature e trucco impeccabili) e della musica (le OST sono bellissime e vi invito a recuperare l’album che le contiene tutte).

Un plauso va poi fatto senza ombra di dubbio al cast che ha reso viva la storia è credibilissimi i personaggi. In particolare la bravura degli attori che hanno dato vita agli antagonisti (per non parlare della godibilità della visione degli episodi dovuta alla bellezza oggettiva di Yoo Ah-In e Ko Gyung-Pyo, rispettivamente protagonista e coprotagonista maschili del cast principale). Si, perchè se non ci fossero stati questi attori a rendere così complessi ed intriganti le relazioni e pericolose le dinamiche storiche, il kdrama avrebbe perso moltissimo dello smalto presente sulla carta.

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L’amicizia a mio parere è preponderante rispetto alla situazione amorosa che, se viene resa impossibile dalle circostanze nell’arco temporale del 1930 (non c’era il tempo per pensare all’amore) è di forte impatto emotivo nell’arco temporale del 2017. Se “anche l’orologio (altro oggettino da tenere sott’occhio durante la visione) segna due volte al giorno la stessa ora “, gli eventi che ci vengono narrati si intersecano come pezzi perfetti di un unico puzzle agli accadimenti del passato, minacciando una storia che torna a ripetersi.

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Il pericolo palpabile delle azioni che riguardano la parte del drama che si concentra sul passato, viene equilibrato dal senso di ansia che lo spettatore proverà nei confronti di vicende che riguardano il presente narrato. Subdolamente create dallo sceneggiatore Jin Soo-Wan (scoperto per la prima volta con la visione di quello che ritengo essere il suo capolavoro Kill me hill me), queste situazioni porteranno a quello che sarà la conoscenza dell’antagonista dell’arco narrativo 2017 e le conseguenze dello scegliere determinate strade che minerà concretamente la vita dei protagonisti (qualcuno ci lascerà le penne!? cit. Mulan).

Insomma per tutti coloro che sono ormai sintonizzati sulle reti televisive coreane, questo sarà un drama da recuperare perché originale e fresco rispetto a quello a cui ci hanno abituato. Per chi invece si approccia per la prima volta ai kdrama, sarà un’esperienza visiva appassionante ed arricchente (preparate i fazzoletti, verserete lacrime!). Ma in particolare, consiglio la visione di questa serie agli amanti dei libri, a coloro che aspirano a diventare scrittori o a chi semplicemente scrive per passione (ogni riferimento alla mia persona è puramente casuale).

Upcoming Drama 'Chicago Typewriter' Releases Teaser + To ...

Con questo zia Fenice vi augura una sonora sbronza di musica e parole al “Carpe Diem” è un “buon viaggio a vedersi” nel 1930. Filate sulla piattaforma Viki adesso!

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