Aspettando Mr. Sanshine!

Nel 1871, durante una spedizione militare degli Stati Uniti a Joseon (Corea del Sud), un ragazzo originario della regione si imbarca su una nave da guerra stelle e strisce diretta in America sfuggendo così all’incidente Shinmiyangyo (tragico episodio che costò la morte di moltissimi coreani per mano statunitense). Nel 1905, ormai adulto, torna nel suo paese di origine come soldato del reggimento americano posto proprio a Joseon e si innamora di una donna aristocratica della famiglia leader spirituale del luogo. Altri personaggi intrecceranno la propria vita a quella dei protagonisti tra cui Goo Dong-Mae, figlio di un macellaio che fugge dalla sua patria rifugiandosi in Giappone in cerca di una nuova vita e che, descritto come un personaggio tragico, si innamorerà della giovane aristocratica Kim Tae-ri ( altro personaggio femminile della serie ) rischiando tutto pur di amarla; ed un certo Byun Yo-Han, presentato come un’infantile playboy dal cuore caldo che creerà non poco caos all’interno delle vicende e forse un triangolo amoroso tutt’altro che scontato.

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Questa la trama dell’ultima fatica di Kim Eun-Sook sceneggiatrice (che io seguo alla follia) già “colpevole” di aver dato vita, attraverso la sua penna, a storie quali Discendent of the Sun e Goblin. Nel 2018 promette ancora di regalare meraviglie, completando un ciclo narrativo iniziato nel non troppo lontano 2016 e trovandone l’apice proprio quest’anno con il suo Mr. Sanshine.

In programmazione a luglio per il canale Tvn (in italia sarà trasmesso sulla piattaforma Netflix), la serie sembra essere la giusta miscela di tutti quegli elementi narrativi che hanno fatto dei suoi precedenti lavori, drama acclamati anche fuori i confini asiatici. Senza contare poi il cast a cinque stelle ingaggiato per il progetto che sancisce il ritorno al piccolo schermo di un’attore amatissimo anche in campo internazionale, tale Lee Byung-Hun affiancato rispettivamente da: Kim Tae-Ri,Yoo Yeon-Seok, Kim Min- Jung e Byun Yo-Han.

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Aspettando in febbricitante trepidazione la storia che promette di saziare il digiuno d’amore contrastato a sfondo storico-patriottico di noi dramagirls, torniamo indietro di tre anni quando, una visibilmente emozionata Kim Eun- Sook, affiancata dal co-sceneggiatore Kim Won-Suk ( già conosciuto per drama altrettanto famosi quali Lovers, Secret garden, A gentleman’s dignity, The heirs), da un cast stellare ed una troupe tecnica da far invidia ad una produzione cinematografica, presenta il suo Discendent of the Sun.

E’ molto difficile descrivere questo drama nella sua interezza in quanto oltre alla trama principale vi sono molte sotto trame, date dai problemi e dalle situazioni che si trovano a vivere i personaggi “secondari” (tutti caratterizzati alla perfezione) che come fili, si intersecano tra loro danno vita ad una dinamica adrenalinica che terrà incollati allo schermo con “il cuore in gola”.

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Ci troviamo al confine tra le due Coree, Yoo Shi Jin è il capitano delle Forze Speciali sudcoreane alle prese con una missione delicata in campo neutrale, intanto a Seul, Kang Mo-Yeon, una dottoressa del pronto soccorso dell’ospedale di Haesung combatte insieme ai suoi colleghi per salvare vite. Altri personaggi vitali per la narrazione sono il collega/amico di Shi Jin, Dae Yeong che ha una relazione con la soldato/dottoressa Yoon Myeong-Joo (secondo personaggio femminile del cast principale) figlia dal generale dell’esercito, quest’ultimo tra l’altro contrasterà la loro storia d’amore (potete ben capire le implicazioni e preparare dunque i fazzoletti). I due soldati, in licenza dopo l’ultima missione al confine con la Corea del Nord, sventano una rapina ferendo e prestando al tempo stesso soccorso al ladro (personaggio che nel corso della serie riserverà non poche sorprese). In questa occasione Shi Jin conoscerà la dottoressa Kang Mo-Yeon e fra i due si svilupperà un’intesa speciale. Cominciano a frequentarsi, ma a causa delle rispettive professioni sono costretti a separarsi. Si incontrano otto mesi dopo in circostanze che non stò qui a svelare dando avvio ad una delle più belle storie mai concepite da mente umana.

“Io sono un dottore. La vita ha una dignità e penso che niente valga più di quella dignità ma la tua battaglia consiste nel salvare vite attraverso la morte di altri!”

” Sono un soldato. Il motivo per cui faccio questo lavoro è che è qualcosa che qualcuno deve fare, e io e la mia famiglia, la dottoressa Kang e la sua famiglia e tutte le persone importanti per quei parenti… è perchè credo che il mio lavoro proteggerà la libertà e la pace di questa Nazione dove vivono queste persone!”

Ci si trova di fronte una serie tv che unisce due mondi all’apparenza antipodi l’uno dell’altro, quello militare ( rappresentato dal nostro capitano nome in codice: “big boss” ) e quello medico (rappresentato dalla nostra dottoressa nome in codice: “beautiful”). Ci si trova al cospetto di due degli attori più acclamati in patria Song Hye Kyo e Song Joong Ki (dopo il drama hanno cominciato a frequentarsi per poi convolare a nozze ad un anno esatto dalla fine delle riprese ), che hanno saputo rendere vive le difficoltà e le implicazioni psicologiche della relazione tra due personaggi caratterialmente complessi. Una delle forze del drama infatti, è sicuramente rintracciabile nel fatto che narrativamente i due personaggi sono indipendenti l’uno dall’altra.

In generale nei kdrama c’è la “pessima” abitudine a rendere il personaggio femminile “dipendente” dalle azioni del personaggio maschile che per la maggior parte del tempo prende decisioni, si muove, sbaglia ecc ecc. Ebbene tutto ciò non avviene in questa serie anzi!

Entrambi sono personaggi forti individualmente, con le spalle larghe, con il peso delle responsabilità, di relazioni fallimentari (per la prima volta non troviamo un passato in comune, dove i due conoscendosi fin da piccoli sono “predestinati” a stare insieme) e con ambizioni lavorative (sopratutto per il personaggio di Kang Mo-Yeon). Altra forza della sceneggiatura sta sicuramente nel saper rendere molto bene la delicata situazione diplomatica tra le due Coree e tutto ciò che implica militarmente la questione dell’essere un soldato di una nazione ancora divisa. Seppur una serie TV essa può essere un’incentivo ad informarsi (in altre sedi è chiaro) sulla “faccenda Coreana”che tanto sta facendo discutere il mondo in questo periodo.

Altro punto di forza sono proprio le storie che fanno da cornice alla principale. Come non citare ad esempio i due coprotagonisti che struggendosi l’uno per l’altro combattono per stare insieme, dando vita ad alcune scene memorabili del drama. Come poi, non spendere due parole per il collega “sensibile” della dottoressa, rappresentato dal leader degli Shinee (gruppo musicale del kpop) Onew, alle prese con la moglie incinta ed in procinto di partorire proprio quando lui dovrà affrontare, lontano da casa, la realtà cruda dell’essere un medico. Oppure, ancora, accennarvi la storia tra l’infermiera dello staff (Seo Jung Yeon ) ed un medico, anch’esso collega della protagonista, (Yi Seung Jun) che con la loro lucidità mentale (più lei che lui ) saranno di enorme supporto agli eventi e al mantenere la calma in situazioni sul filo del rasoio. Ed ancora, il personaggio del medico senza frontiere Daniel che con la moglie russo-coreana ( se conoscete un po di storia questo particolare farà suonare qualche campanello d’allarme) salverà più volte i protagonisti da situazioni pericolosissime.

Screenshot_2018-06-15-01-25-10Un plauso va fatto, infine, all’attore David Mcinnis che con il suo personaggio ha arricchito la serie di un’altro tema delicato come quello del traffico di esseri umani (sopratutto ragazzine), armi e droga da parte di ex soldati diventati mercenari. Si! perchè questo kdrama è originale anche dal punto di vista antagonistico. Non c’è infatti un solo cattivo, ma si susseguono personaggi più o meno sgradevoli ( basti pensare all’odioso responsabile della centrale energetica interpretato da Jo Jae Yun e il tenente del dipartimento di difesa della Corea del nord a capo delle trattative di pace con il Sud Corea) che saranno “ostacoli” più o meno difficili e pericolosi da superare. Insomma, MOLTO PIÙ DI UNA STORIA D’AMORE.

Non c’è bisogno di dilungarsi sull’aspetto tecnico. Questo kdrama durante il corso del 2016, ma anche nei primi mesi del 2017 ha continuato a ricevere premi che dalla regia, agli attori, dal montaggio piuttosto che per la fotografia e le musiche (Ost indimenticabili che vi consiglio di recuperare) ha consacrato il successo definitivo della serie tv rendendo memorabile il progetto. E se si sa che squadra che vince non si cambia mai, ecco la sceneggiatrice tornare in auge nel 2017 (affiancata dal regista di Discendent e dalla troupe della Tvn) annunciando il suo nuovo lavoro, Goblin: The Lonely and Great God.

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Anche di questa serie è difficile descrivere la trama se non affermando che ci si trova di fronte ad una vera e propria metafora del “senso della vita” ed ecco il perchè!

Questa è una storia mascherata da commedia romantica fantasy. La sceneggiatrice infatti usa l’elemento “irreale” presente nella storia come chiave/mezzo per raccontare i sentimenti umani. Dall’amore all’amicizia, dalla morte alla reincarnazione, dalla disperazione alla gioia, tutto è in funzione di un disegno più grande.

Seul 2016, Kim Shin (personaggio principale interpretato da quel pezzo di manzo di Gong Yoo) ha bisogno di trovare una moglie umana per poter porre fine alla sua vita da immortale (abbandonate l’dea romantica di due ragazzi sposati per “caso” perchè questa è tutt’altro che una storia d’amore canonica). Egli infatti è un Goblin, un Dio che prima di diventare tale aveva vissuto da umano come generale imbattuto di Goryeo (fate un po voi il conto di quanti anni abbia all’anagrafe). La serie catapulta più volte lo spettatore nell’arco temporale in cui Kim Shin viveva da umano, presentando personaggi e vicende imprescindibili per capire il presente che viene narrato e sopratutto il motivo per il quale egli voglia morire. Caso vuole che nel frattempo il Cupo Mietitore (interpretato dal bello quanto bravo Lee Dong Wook) affetto da amnesia diventi affittuario, per mano del nipote ( interpretato dall’idol Yook Sungjae) del segretario di Kim Shin, proprio della casa del Goblin. Tra i due inizia così una bizzarra convivenza attorno alla quale ruoteranno le vicende di altri personaggi primo fra tutti Ji Eun-Tak (interpretata da Kim Go Eun). Una ragazza (diciannovenne) che seppur con enormi difficoltà date sopratutto dalla sua “capacità” paranormale di vedere gli spiriti (anime di defunti con dei conti in sospeso e che vagano in un limbo aspettando di “passare oltre”) ha un carattere forte ed un’amore incondizionato per la vita. Avrebbe infatti, mille motivi per disperare e piangere in continuazione ed invece regala sorrisi a destra e manca, fa battute (anche discutibili) ed è molto solare tanto da diventare il vero e proprio personaggio “positivo” della serie.

Questo è solo l’incipit della storia che come detto poc’anzi è molto difficile da descrivere evitando di incappare in spiacevoli spoiler. Per esempio è difficile inserire nella trama la descrizione di uno dei personaggi forse più forti e al tempo stesso più fragili della vicenda, Sunny ( interpretata dalla superba Yoo In Na) se non dicendovi che è fondamentale ai fini della trama principale, che viene presentata nell’arco temporale del 2016 come proprietaria bellissima e nostalgica di un “ristorante” di pollo e che diventerà, per una serie di vicissitudini, il “capo” lavorativo della protagonista femminile. Come è altrettanto difficile andare a descrivere quello che è stato per me il personaggio più affascinante e misterioso dell’intera serie; una donnina anziana che ci viene presentata come una venditrice ambulante per le vie di Seul (interpretata da Kim Ji Hyun) e che, seppur compaia poche volte durante il drama, rappresenta un perno portante dell’intera vicenda (attenzione al rosso colore dominante nell’intera serie e che funge da elemento chiave per capire chi sia questo personaggio.Lo indossa praticamente sempre).

Questo è il kdrama che conferma la bravura della sceneggiatrice non solo per quanto riguarda il copione ma anche per l’accuratezza con cui ha scelto il cast. Se infatti, per il precedente lavoro ha richiesto attori che hanno un certo peso nel mondo dello spettacolo Coreano, anche in questo caso si è avvalsa di attori che hanno lavorato sopratutto nel mondo cinematografico asiatico come la talentuosa Kim Go Eun e lo stesso Gong Yoo (che ho avuto il piacere di conoscere in un’altro drama del cuore Coffe Prince, che tra l’altro consiglio di recuperare seppur datato). L’ elemento di forza risiede anche in questo caso, nella capacità con cui gli attori hanno reso vivi i personaggi e dato colore alle dinamiche relazionali.

Oltre alla caratterizzazione mostruosa dei personaggi, molto del successo della serie è dovuto alla chiarezza con il quale vengono messi insieme elementi della tradizione folcloristica coreana che rappresentano l’elemento fantasy, a scene divertenti e riflessive così vere da far male. L’errore in cui si poteva incappare e che poi è capitato ad altri drama(es. quel disastro di Bride of the Water God), è quello di rendere caotico e poco chiaro il tutto, creando un’impasto di scene in successione senza senso. C’è molta carne a cuocere in questa serie che va dalle due storie d’amore alla ricostruzione storica di Goryeo, all’aspetto religioso (che comprende anche il Dio cristiano) alla “faccenda” ostica della reincarnazione, al saper dosare scene che rappresentano i picchi drammatici della narrazione ( i casi delle anime da far “passare oltre”). Se come già detto, per altri drama l’inserimento di troppi elementi da gestire sarebbe stato un “buco nell’acqua” ( non me ne vogliano tutti coloro che invece hanno apprezzato il drama Bride of the Water God), qui a tenere tutto insieme è la lucidità di scrittura di Eun- Sook che con occhio chirurgico sa esattamente come gestire la giostra sul quale si trova a salire il telespettatore. Non c’è spazio per buchi di trama, cose non spiegate, situazioni rimaste “appese” come lenzuola. Ci si trova di fronte ad un cerchio geometrico perfetto. Tutto si chiude, nulla viene lasciato al caso.

E se tutto ciò non vi ha incuriosito a tal punto da recuperarla in streaming su Viki beh,ci pensa l’elemento dell’ironia macabra dell’essere “amici” della Morte (che filosoficamente è tutto un progetto) essere cioè così intimamente connessi alla cosa che più ci fa paura al mondo e che viene rappresentato in maniera impeccabile dal rapporto tra la protagonista femminile ed il Cupo Mietitore, nonché da alcuni dialoghi tra quest’ultimo ed il Goblin. (la sceneggiatrice qui si è superata!).

Quale modo migliore quindi, dell’attendere le sorprese che ci riserverà ancora la cara Kim Eun-Sook se non quello di recuperare questi due gioiellini?. Per coloro invece che hanno già visto ed amato queste chicche, tranquilli c’è tempo per un rewatching.

Stay tuned e buona visione!

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Operazione buon umore …tra i banchi di scuola!

Giugno per gli studenti è contraddistinto dalla fine dell’anno scolastico, dall’esame di maturità per i maturandi e dal tunnel della sessione estiva per gli universitari. Per questo non sempre si ha voglia di caricarsi ulteriormente impiegando il poco tempo libero a disposizione con altri libri da leggere. Se infatti è relativamente semplice stilare una lista di titoli da consigliare sotto l’ombrellone per chi ha la fortuna di non avere tali incombenze è al contrario difficile suggerire un romanzo che faccia staccare la mente dallo studio e dalle cose da preparare in vista delle scadenze. Dunque come rendere leggero e piacevole questo mese se non col consigliare alcuni anime (serie d’animazione) e drama che regalano briosa ingenuità e sorrisi là dove regna la tensione?.

Tra i mie preferiti c’è ne sono alcuni che fanno al caso di tutti coloro che non hanno dimestichezza con le serie tv o con l’animazione asiatica e che ben si prestano ad un timido approccio a questo mondo (non date la colpa a zia fenice se entrerete in un tunnel senza via d’uscita).

Andando dai più datati ai più recenti un’anime da recuperare è Tordadora. Una serie animata tratta dall’omonimo manga (in italia edito dalla j pop) che racconta le spassose vicende di un gruppo di liceali ed in particolare l’improbabile amicizia che si formerà tra Taiga ( una ragazza bassina e vulcanica) e Ryūji (un ragazzo dall’aspetto minaccioso ma di indole dolce con una vera e propria mania per la pulizia). Tutto ha inizio quando i due, innamorati l’uno del miglior amico dell’altra, si daranno man forte per conquistare le rispettive cotte. Una serie tra i banchi di scuola che strapperà gran sorrisi anche ai più cinici. La serie è stata inoltre inserita sulla piattaforma streaming Netflix e dunque facilmente reperibile.

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Altro anime simile per tematiche e ambientazione è Lovely Complex anche questo tratto da una serie manga (edito in Italia da Planet Manga). La serie segue le vicende di due ragazzi Risa (ragazza dal carattere focoso ed un complesso dovuto al suo essere troppo alta per gli standard nipponici) e Atsushi (ragazzo dal carattere irruento troppo basso per essere preso sul serio nella squadra di pallacanestro di cui fa parte) alle prese con le difficoltà di trovare l’amore nonostante la “fisicità”. Seguire i pasticci che combinano e l’evoluzione del loro rapporto sarà divertentissimo, quello che però spinge a guardare questa serie è il ribaltamento degli stereotipi comuni sul “primo amore”.

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Una carezza che scioglie lo stress e forse uno dei Kdrama ( serie tv coreane) più riusciti di sempre sotto il profilo della commedia romantica è “She was pretty”.

Sulla scia della serie tv americana Ugly betty, questa serie racconta le vicende di una pazza, simpatica donna fuori moda tutt’altro che bella, alle prese con il suo lavoro proprio in una redazione di un giornale che si occupa di fashion. Non mancheranno situazioni rocambolesche, personaggi secondari adorabili, una delle più belle amicizie mai apparse sugli schermi tv e sopratutto una storia d’amore da far venire il diabete e gli occhi a cuoricino. Uno tra i miei drama preferiti per il cast di attori (tra i più bravi nel mondo attoriale coreano), la sapiente meticolosità nel dosare scene demenziali con altrettanti discorsi riflessivi sui rapporti e sopratutto la sceneggiatura frizzante e brillante.

Altro giro, altro drama leggero e un po datato è Boys over flowers. Considerato una pietra miliare dei drama scolastici in patria, questa serie tv coreana tra i banchi di scuola segue le vicende di un gruppo di studenti d’élite e di una ragazza che per pura fortuna si ritrova a frequentare la stessa scuola prestigiosa dando filo da torcere al leader del gruppo. Anche se c’è da mettersi le mani nei capelli per i vari look sfoggiati dagli attori, per il personaggio principale maschile spocchioso, irritante e schifosamente affascinante( interpretato dall’attore più amato in corea Lee Min Ho), questa è una serie adatta agli adolescenti che ben si riconosceranno nelle dinamiche amorose proposte nel drama. Personalmente a questa serie preferisco di gran lunga School 2017. Kdrama scolastico molto più attuale per quanto riguarda la situazione giovanile ed il sistema scolastico Coreano, (sempre a mio gusto personale) molto più intrigante da seguire.

Un drama che tendo a riguardare quando ho bisogno di tirarmi su il morale è Reply 1988. Si tratta di una serie coreana “corale” in quanto si seguono le vicende di un’intero quartiere e delle famiglie che lo popolano. Il nucleo narrativo è la dinamica sociale che si viene a creare tra i vari personaggi, i conflitti generazionali, le problematiche che il paese si trova a dover gestire nell’anno 1988 nonché un gruppo di cinque amici dalla comicità disarmante. Questo drama è un’alternativa molto valida a chi ama i romanzi familiari e che sotto esami “soffre” per non poterne leggere nessuno.

Due serie tv asiatiche questa volta cinesi che consiglio con riserva sono I Love So Beautiful e Pretty Man. Il primo reperibile sulla piattaforma Netflix segue le vicende di una ragazza che innamoratissima del ragazzo più bello ed intelligente della sua classe, fa di tutto pur di attirare la sua attenzione e farlo innamorare. Anche in questo caso non mancheranno amici sopra le righe, una delle seconde coppie più riuscite mai viste ed una leggera insofferenza nei confronti dei protagonisti principali ( si ammetto che non è semplice digerirli e che ho seguito questo drama solo per la seconda coppia e per il “secondo” di turno). L’altro (attualmente in corso d’opera) reperibile sulla piattaforma streaming Viki tratta le vicende di tre ragazzi, in particolare di una coppia che, innamoratissima ai tempi del liceo si perde di vista per ritrovarsi anni dopo e vivere una serie di difficoltà che li farà rincontrare. Ci viene fin da subito presentata la situazione attuale dei personaggi principali e andando a ritroso nel tempo scaveremo nel loro passato e nella loro storia d’amore per capire cosa li abbia portati ad essere ciò che sono nel presente e le conseguenze delle scelte che hanno compiuto. Anche se questa serie è in corso la segnalo in quanto presenta un “triangolo” amoroso per nulla banale che evolve in qualcosa di serio che funge da elemento provocatorio nei confronti della rigidità sociale in Cina. Insomma stay tuned.

Un’ultima parentesi è riservata a tutti coloro che riguarderanno per la milionesima volta serie tv storiche come One tree hill ed OC. Teen drama che hanno dato avvio al genere e che hanno ancora tanto da dire e da dare a chi invece non li ha ancora recuperati, che quindi consiglio sempre in quanto prodotti validi di svago ed intrattenimento.

Con queste ultime chicche non resta che dare avvio all’operazione buon umore in mezzo a pile di testi da studiare, tesine da scrivere, voglia di partire al mare e sempre tanta buona vita.

La “mia” Napoli leggend(aria)!

 “Dudù, noi a Napoli campiamo solo di miracoli!” (Totò. Operazione San Gennaro) ed un miracolo è stato fatto davvero e cioè un Salone del libro e dell’editoria tutto partenopeo. La cosa più emozionante è stata veder tornare a casa un’editore clamorosamente scomparso a Napoli e cioè Guida (ancora vivida nella mente dei napoletani la clamorosa chiusura della storica libreria Guida sotto Port’Alba popolata da letterati e artisti, da Giuseppe Ungaretti a Indro Montanelli passando per Andy Warhol, che nel 2014 cessò di vivere portandosi via un pezzetto di cuore dei lettori e lasciando un enorme vuoto, anche visivo se si passa dove un tempo era ubicata) che, unendosi a Rogiosi e Polidoro (Comitato Liber@ Arte) ha reso possibile l’impossibile ossia la realizzazione del Salone ma più a lungo termine, un progetto che riporti linfa vitale ai piccoli editori e librerie attive sul territorio troppo spesso lasciati al proprio destino con il rischio altissimo di scomparire. Ed ecco allora che oltre Torino (con il suo Salone e le sedi delle grandi case editrici) anche il meridione ha ancora molto da offrire e tanto da dire.

Da molto infatti si sentiva la mancanza e l’esigenza di un’evento che riportasse l’attenzione dei “padroni” dell’editoria italiana al sud ed in particolare a Napoli. Una città da sempre contraddistinta non solo per il buon cibo, la musica ed il patrimonio artistico/culturale ma anche per l’amore verso i libri che viene eclissato da altro. Basti pensare che se ci sono una moltitudine di articoli su cosa fare a Napoli, cosa vedere e cosa mangiare quasi nulla viene scritto e consigliato se la si vuole scoprire attraverso un punto di vista puramente letterario.

Allora come non citare proprio Port’alba come prima tappa, un’oasi per i lettori napoletani, costituita da piccole librerie dell’usato e librerie indipendenti con i tipici “bancariell” pieni zeppi di tesori per chi è disposto a cercare, scavare, ammirare ed acquistare senza spendere enormi cifre per poi rifocillarsi con una bella pizza da Antica pizzeria port’alba.

Per chi invece è amante dei fumetti, del cinema, delle serie tv e del collezionismo non può che entrare nel “paese dei balocchi” all’indirizzo Via Mezzocannone 7 camuffato sotto la dicitura Alastor Napoli. Troverete scaffali e scaffali ricolmi di ogni tipo di fumetto, manga o graphic novel che occhio umano possa scrutare, per non parlare di pezzi unici da collezione delle vostre serie preferite.

Una parentesi va riservata poi ad un altro luogo dove il lettore “nerd” verrà accolto e coccolato e si tratta della fumetteria Fanta Universe (un gioiellino la pagina fb ed il profilo instagram) dove è possibile oltre all’acquisto di fumetti, la realizzazione di magliette e felpe personalizzate per ogni gusto ed esigenza.

Una sosta imprescindibile per il lettore appassionato di libri antichi è senz’altro la biblioteca nazionale “Vittorio Emanuele III” che ha sede presso il palazzo reale, in piazza del plebiscito, con il suo laboratorio di restauro dei testi antichi (è possibile visitarlo su prenotazione presso il sito della biblioteca). Ed ancora la biblioteca dei girolamini in via Duomo 142 dove i “topi da biblioteca” si sentiranno a casa e potranno immergersi nell’odore di carta e storia che popolano gli scaffali.

Non vi resta altro che perdervi tra i vicoli di Napoli, una città che seduce come una sirena ed è intrisa di vita, storia, passione ed arte. Una città che per natura resta celata anche al napoletano. Una città fatta di contraddizioni, restia a svelare il cuore ma che al tempo stesso si dona con generosità accogliendo lo “straniero” nell’abbraccio del suo Golfo.

P.s. Sul sito Napoli Città Libro è possibile tenersi sempre aggiornati su eventi, proposte e progetti letterari sul suolo campano ed in particolare in città:

napolicittàlibro.it

Buon viaggio nella Napoli leggend(aria) da zia Fenice.

 

 

 

 

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