Da qualche parte sotto un cielo stellato… una Primavera che fatica ad arrivare!

#CulturaInPillole:

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera. (Alda Merini)

Non c’è regola senza eccezioni!. E di eccezioni questo mese pazzo c’è ne sta regalando molte in molti campi.  Primo tra tutti la situazione climatica che rende strano rendersi conto che in realtà siamo in pieno equinozio di Primavera.

Una Primavera anomala, praticamente invisibile se non tramite immagini e cartoline di amici sparsi nel mondo che attestano a noi Italiani che, Si! La primavera è arrivata e Si! non temete arriverà a breve anche dalle nostre parti.

Altra anomalia di Marzo sono state per me le letture e ancor di più le serie tv che sto seguendo, sotto molti aspetti lontani dal mio carattere e dai miei gusti che invece mi sono ritrovata inspiegabilmente ad apprezzare e sorprendentemente a consigliare, qui sul blog.

Lacuna che sto ampiamente continuando a colmare è la mia poca familiarità con i classici. Ne ho letti pochi e male (colpa forse la giovane età quando mi capitò tra le mani un titolo classico e sopratutto le letture obbligate del periodo scolastico). Mi sono ripromessa di recuperare autori e titoli sopratutto di un periodo storico, l’età vittoriana, e di un luogo, l’Inghilterra che da sempre mi hanno coinvolto e affascinato.

Dunque è stato il periodo di Wilkie Collins e del suo romanzo “La donna in bianco”. Ho trovato questa lettura appassionante e sopratutto capace di trasportarti nella Londra ottocentesca che alterna quadretti all’apparenza perfetti di famiglie “civilizzate” ai quartieri malfamati, dall’aria resa acre della poca igiene, dal fango delle strade e da personaggi loschi e malvestiti. Altra cosa che colpisce e che l’autore stesso spiega all’inizio del romanzo è il tipo di tecnica narrativa. Seguiremo infatti le vicende come fossimo in un aula di tribunale. C’è il caso, un imputato, e vari personaggi che verranno chiamati in causa come fossero alla sbarra, dando testimonianza delle vicende a cui hanno preso parte e che insieme costituiranno tutta la storia che il lettore sfoglierà tra le pagine di questo romanzo.

Una scrittura piacevolissima e che si fa leggere con facilità. Non lasciatevi infatti intimidire dalla mole. Si tratta di una storia appassionante, di personaggi accattivanti, di colpi di scena e sopratutto un ritmo narrativo molto veloce che facilità appunto la lettura rendendola scorrevole. Lo consiglierei a chi è appassionato di gialli a chi adora intrattenersi con della buona letteratura ma anche a chi si approccia per la prima volta ad un genere che può senz’altro intimidire.

Oltre al proposito di recuperare dei classici il mio 2018 sta procedendo verso un percorso che sento l’esigenza di fare verso donne che per me rappresentano dei modelli sopratutto di scrittura (sfera con il quale ho un rapporto di odio-amore). Per cui dopo aver letto alcuni titoli già citati precedentemente sul blog di autrici del calibro di Virginia Woolf e Sylvia Plath, era tempo di dedicarmi ad una donna che ha sempre sortito un fascino ed un timore referenziale su di me : Alda Merini.

Premetto che non ne capisco niente di poesia e che un’altra esigenza sorta in questo periodo è proprio recuperare questa lacuna. Anche in questo caso complice la scuola ho sempre trovato questa sfera ostica se non addirittura irraggiungibile per me. Invece prima con la Plath poi con la Merini, mi sono innamorata delle PAROLE.

Sono donne che attraverso le loro poesie raccontano in particolare il dolore anzi lo hanno provato, ci sono entrate dentro, l’hanno interrogato, “dissezionato come fosse un cadavere” pezzetto per pezzetto e lo hanno offerto al lettore. Le loro poesie permettono di entrare in contatto con quei tasti così intimi e profondi di noi stessi che la capacità auto conservativa del nostro essere umani nasconde, sotterra perchè se venissero a galla ci renderebbero fragili, ci renderebbero nudi dinanzi al mistero dei sentimenti.  Insomma non abbiate paura di accostarvi a queste personalità che sono per noi miniere preziose di Umanità. (Consiglio su Netflix di recuperare il bellissimo documentario datato ma bellissimo: La pazza della porta accanto). 

Per farla breve invece sui consigli riguardanti le serie tv, sono stata molto felice di notare la particolare attenzione che Netflix sta riservando ai kdrama e per chi ama il genere Crime o comunque storie tutt’altro che romantiche vi consiglio 4 titoli interessanti e molto belli.

Prison Playbook.

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Avete amato Orange is the new black? Ecco allora non potrete non amare questa serie che parla delle vicissitudini di un gruppo di carcerati, di una cella il cui numero vi tatuerete alla fine della storia(fidatevi) ed in particolare di un tonto giocatore di baseball che nella sua ingenuità si troverà a fare i conti con situazioni pericolose e personaggi tutt’altro che scontati. (Aspettavo da tanto un’attore che seguo da molto e che ho ritrovato superbo nell’interpretazione della guardia carceraria nonché amico storico del protagonista).

Stranger

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Un procuratore ed una Detective. Casi da risolvere e sopratutto una verità che bisognerà cercare nelle profondità di acque torbide. Queste le premesse e se questi pochi cenni non vi bastano a convincervi ci pensa il cast,in particolare una (a mio modesto parere) delle più brave attrici coreane in circolazione. ( Si! non state sbagliando se avete visto Sense8 la riconoscerete subito).

Argon

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Se siete curiosi, amanti o studiate giornalismo, questa è la serie che fa per voi. Ci troviamo infatti negli studi televisivi di un telegiornale che si occupa principalmente di inchieste e di scavare dove nessun’altro oserebbe. Si parla di etica, politica, ma sopratutto di cosa comporta essere un Giornalista con la “G” maiuscola.

Anche di questo non posso che dirvi che è appassionante, coinvolgente e sopratutto interessante. Spinge infatti a più riflessioni e se le prime due serie che vi ho consigliato sono puramente di intrattenimento, questa è per chi vuole la godibilità associata ad un pensare a ciò che ci circonda.

Per Bad Guys il discorso è diverso perchè in realtà anche se la storia può essere seguita anche senza aver visto la prima stagione ci sono molti rimandi, scene e Cameo riguardanti la prima squadra ed il mio consiglio spassionato è recuperarla per poi proseguire su Netflix con la seconda. (Io amo la prima stagione, sono di parte, ci sono due attori coreani che seguo ai limiti dello stolking).1200x630bb

 

In conclusione di questo ammasso di parole,un’altro consiglio ( e anche l’ultimo promesso) riguarda invece la serie d’animazione le cui puntate escono sulla piattaforma citata poc’anzi ogni giovedì. Si tratta di Violet Evergarden di cui ho citato una frase che mi ha colpito molto ed una delle puntate ( fino ad ora) che mi è piaciuta di più.

Parla in sostanza di una ragazza troppo piccola per vivere certe esperienze orribili come la guerra,che viene usata come una vera e propria arma e che alla fine di quest’ultima viene ingaggiata in una compagnia come “bambola di scrittura automatica”. Non lasciatevi spiazzare dalla trama dategli una possibilità, anzi lo consiglio a chi si approccia per la prima volta al genere anime.

Con questo ultimo gioiellino da affidare alle vostre cure, zia fenice ritorna alla sua poltrona, al suo romanzo in lettura ( si! è un’altro Collins) ed ad una bella tazza fumante di cioccolata calda ( no!tranquilli non sono ammattita, dove sono ubicata credetemi ci sta!).

 

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