Molto più di una storia d’amore!

#culturaInPillole: Appena diciassette anni fa nel 14 febbraio 2001 viene approvata la legge che consente alle donne italiane la possibilità di prestare servizio civile volontario.

Oggi è San Valentino la festa degli innamorati certo, ma chi l’ha detto che non possa essere una festa anche per i bibliofili? Per tutti coloro che attraverso attività di volontariato, servizio civile, attività di divulgazione culturale, di scambio di volumi nelle community di lettori o semplicemente svolgendo il proprio lavoro, fa circolare l’amore verso l’altro?.

Ecco!Oggi il mio articolo è dedicato a loro, a voi, a tutti noi.

AI soliti titoli gettonati da leggere in questo periodo vorrei proporre tre romanzi di cui uno è strettamente connesso al tema attualissimo del Femminismo ( che molto spesso si strumentalizza scadendo nel banale).

Il primo consiglio che ha come centro l’Amore per il sapere e per l’insegnamento è “Stoner”, romanzo pubblicato in patria nel lontano 1965, scritto da John Edward Williams e che grazie allo splendido lavoro di Fazi Editore è giunto nelle mani dei lettori italiani. Questo testo è un inno alla vita attraverso l’amore per la letteratura. Il personaggio principale Stoner per l’appunto, nasce in una povera famiglia nella campagna del Missouri e dopo aver seguito un corso di Lettere e Filosofia ( si innamora di Shakespeare) decide che sarà quella la strada da percorrere. Diventa docente. La carriera universitaria prosegue senza successi né promozioni, ostacolata per venticinque anni dal rettore. Stoner muore nel 1956 all’età di sessantacinque anni avendo vissuto una vita pressapoco incolore se non fosse che all’interno di essa ci sono talmente tante sfumature sottili come aghi, che penetrano nel lettore portandolo ad una commozione a fine lettura del tutto inaspettata.

Il secondo consiglio ha come centro una relazione un po particolare o meglio un personaggio un po particolare. Il romanzo che vi propongo “Il giovane Robot”di Sakumoto Yōsuke affronta un tema molto delicato di cui non svelo nulla ( mi raccomando non fate grandi ricerche ma godetevi questo gioiello entrando in esso bendati).

L’adolescente Tezaki Rei è un robot in incognito, progettato da uno scienziato sconosciuto ma geniale, che ha il compito di portare felicità agli esseri umani. Quello di Rei è un modello sperimentale di alta qualità: ha grandi abilità e capacità mnemoniche superiori. Riflette con distacco sulle azioni degli uomini, che non sanno della sua natura di robot. È perfettamente mimetizzato tra loro, sebbene in più di un’occasione la complessità dei sentimenti umani, mal padroneggiata da Rei, lo porti a vivere mille equivoci e incomprensioni, spesso esilaranti, che mettono in crisi le sue funzioni di automa, sottoponendolo a dei crash di sistema che lo costringono a rivedere radicalmente i suoi piani.
Il nostro robot dovrà andare alla ricerca di un passato rimosso, doloroso e molto diverso da quello che credeva. Questa nuova consapevolezza lo costringerà ad affrontare un difficile percorso in cui ripensare totalmente la sua esistenza, in cerca di un rinnovato senso di sé e un nuovo rapporto con la realtà e le persone.

L’ultimo consiglio ha come cuore il tema del “femminismo”. Argomento scottante quanto inflazionato, per cui sotto un taglio più trasversale vi propongo il recupero di un testo “Femminismo e Anarchia” di Emma Goldman.

Edito dalla BFS questo è una raccolta di saggi sul tema scritti da Emma Goldman con un’introduzione di  Bruna Bianchi. Lascio alla quarta di copertina il compito di affascinarvi e condurvi in una delle discussioni più attuali e del quale sentiamo parlare invece con troppa poca profondità:

Donna e anarchica, Emma Goldman rappresenta ancora oggi un’originale chiave di lettura della realtà contemporanea. Trasferendo nella scrittura l’intelligenza e la passione che caratterizzarono il suo attivismo in America, in Russia e nella Spagna repubblicana, “Emma la rossa” si presenta come una delle voci più rappresentative del movimento anarchico e femminista. Il suffragio femminile, il matrimonio, le gabbie morali del puritanesimo e il dramma della prostituzione sono alcuni degli argomenti affrontati dalla militante, che ha saputo fare delle sue idee una griglia d’interpretazione della condizione della donna. Attraverso i suoi scritti si ripercorrono trent’anni di lotta contro l’oppressione di uno Stato che, complice della religione, ha imbrigliato le potenzialità femminili nell’immagine della donna come madre e moglie asservita. Un’oppressione sessuale ed economica, quindi, contro cui Emma Goldman lanciò le sue parole di condanna «per una liberazione della donna che deve iniziare», prima di tutto, «nella sua anima». 

P.s. Andrete a vedere Gullielmone al cinema stasera?. Esce oggi nelle sale per allietarci il #valentinsday  “La forma dell’acqua”.

Fate l’amore e buone                                                                                                                        letture dalla vostra Fenice

 

 

 

 

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I lati oscuri dell’AMORE. Letti di notte.

#culturaInPillole: Il nome Febbraio deriva dal latino “februare”, che significa “purificare” o “rimediare agli errori” dato che nel calendario romano febbraio era il periodo dei rituali di purificazione, tenuti in onore del dio etrusco Februus e della Dea romana Febris, i quali avevano il loro clou il giorno 14. Tale ricorrenza pagana sembrerebbe poi essere confluita nel culto cristiano tributato in onore a Santa Febronia, poi soppiantata da San Valentino.

Senza volerlo mi sono resa conto che le letture di questo periodo hanno assunto tinte sconcertanti, affascinanti dell’amore folle, oscuro, passionale, caratterizzato dalle incontrollabili pulsioni sessuali. Primo fra tutte Follia di Patrick Mcgrath.

Nel romanzo, lo scrittore investiga la vita matrimoniale ed in particolare la figura femminile di Stella in chiave psicologica. Infatti, scavando nella psiche della donna frustrata ed intrappolata in un matrimonio privo di passione ed emotivamente arido, che intraprende una relazione extraconiugale con un certo Edgar Stark ( scultore dalla personalità complessa in semilibertà nell’istituto psichiatrico dove lavora Max, marito della protagonista), Patrick Mcgrath ci guida nella rappresentazione della mente umana che ci parla appassionatamente ed ossessivamente di follia, malattia, psichiatria, amore, desiderio, relazione, oltrepassando il confine dell’ ovvio e ridefinendo continuamente i confini dell’essere. Bellissimo e consigliato a chiunque sia affascinato da questa tematica. L’appunto sulla penna dello scrittore: scorrevole, piacevole dalla terminologia tecnica (per quanto riguarda il campo della psichiatria) mai troppo complessa da capire. Il romanzo si fa leggere con naturale scioltezza nonostante la trama possa far pensare che sia un volume pesante da affrontare.

Altra lettura sul filone della follia “amorosa” è stata La camera azzurra di Georges Simenon. Anche in questo caso si parla di una relazione sessuale extraconiugale. La vicenda si svolge a Saint-Justin-du-Loup, un paesino della provincia francese, teatro di una vicenda di adulterio e delitti. Tutto comincia nella stanza (dalle pareti azzurre) di un hotel: due amanti ( entrambi sposati) si riposano dopo essersi abbandonati alla passione. Lo scrittore in una lunga ed estenuante panoramica, indaga quelli che sono per molti versi la pulsione famelica ed inspiegabile di questo “rapporto”e gli effetti devastanti che ricadono sulla vita di chi li circonda.

Rispetto a “Follia” ho trovato la lettura di “La camera azzurra” meno interessante e coinvolgente se non per il personaggio femminile. Una donna dalla personalità complessa tanto da rendere perplesso il lettore fino alle ultime righe, lasciandolo in sospeso con una domanda che ronzerà in testa anche dopo aver terminato la lettura:

 Cosa sareste disposti a perdere pur di vivere fino in fondo una passione? 

 

E se Febbraio è il mese più colorato del calendario, contraddistinto dal carnevale e dall’amore non posso che dedicare una breve parentesi al cinema. Primo consiglio per chi non avesse ancora visto questa pellicola è il film d’animazione “Your name”. Un lavoro che è il gioiello che lascia al mondo Makoto Shinkai. Regista d’animazione già conosciuto ed acclamato per altri lavori quali 5cm al secondo ed il giardino delle parole( entrambi consigliatissimi, sopratutto per chi è un cinico incallito, disilluso sul tema amoroso).

Il secondo consiglio è più attuale e riguarda la nuova fatica di quel grandissimo artista che è Gullielmo Del Toro. Regista (e non solo) già conosciutissimo e famoso per altri suoi lavori come “Il Labirinto del Fauno”o “La Spina del Diavolo”. Il titolo in questione è “La Forma dell’acqua” presentato in anteprima mondiale al Venezia 74 in uscita nelle sale italiane il 14 febbraio (più amore di così si muore).

 

Per quanto riguarda kdrama( serie tv coreane), consiglio spassionatamente di recuperare Legend of the blue see e Weightlifting fairy kim bok-joo (anche questi perfetti per il periodo che si avvicina: San valentino). Recuperabili, sottotitolati sulla piattaforma Viki.

Il primo è la complicata storia d’amore tra una sirena ed un umano (come direbbe mia sorella: che bel pezzo di umano poichè si parla dell’attore Lee Min Ho nel ruolo del protagonista).

Il secondo invece è la tenera e dolce storia d’amore tra due sportivi, un nuotatore ed una sollevatrice di pesi (tratto dalla vera storia d’amore tra due medaglie d’oro alle olimpiadi per la Corea).

 

Ebbene con queste piccole coccole per il cuore vi auguro di mangiare tanto buon cibo (sopratutto cioccolata), di innamorarvi, di fare bellissimi sogni e buone letture.

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