Pillole di carta, musica e drama da somministrare ai sognatori: Maneggiare con cura. #lettidinotte

Avete presente quella bellissima abitudine di leggere di sera dopo la solita routine quotidiana, magari con una bella tazza di tè ( rigorosamente freddo visto il caldo asfissiante del periodo)?.Bene, con i volumi che andrò a citare in questo articolo, vi prego non fatelo a meno che non siate lettori coraggiosi, impavidi e anche un po autolesionisti.  Fatta questa premessa (poiché tengo alla vostra incolumità), d’estate si è portati a scegliere letture più impegnate oppure più lunghette che in pieno rigore quotidiano non si riuscirebbe a leggere. Per farvi un esempio banale, in questo periodo ho intrapreso due saghe familiari di cui vi parlerò più approfonditamente in un articolo dedicato.

Ma bando alle ciance, voglio incuriosirvi su una trilogia molto particolare ed intrigante, poco conosciuta e che merita tantissimo nonché ad un uscita recentissima della multiplayer edizioni che si preannuncia un’inizio saga accattivante e davvero molto originale.

Una saga infatti molto sottovalutata o comunque poco conosciuta, che meriterebbe molto più interesse e seguito da parte dei lettori è Leviathan di Scott Westerfeld. In Italia la serie di romanzi è stata pubblicata dalla Enaudi in un unico grande volume che li raccoglie tutti ovvero : Leviathan, Behemoth e Goliath.

Dunque, se vi dicessi che la trama ha come sfondo la prima guerra mondiale rivisitata in chiave steampunk ( ovvero inserire all’interno di un fatto storico elementi tecnologici anacronistici al periodo che si va a descrivere), dove non sono solo uomini a combattere una delle pagine di storia più sanguinarie ma anche bestie artificiali fabbricate geneticamente contro macchine da guerra meccanizzate?.

Se vi dicessi che il protagonista maschile è il figlio dell’Arciduca Francesco Ferdinando che, dopo la morte dei genitori, è costretto a lasciare l’Austria per sfuggire a chi lo vuole uccidere per ottenere il trono?. E se aggiungessi a tutto ciò che la protagonista femminile è una ragazzina ribelle, sfrontata con la testa sempre persa nel cielo e l’aspirazione di diventare un’aviatore, che per questo si arruola nell’aviazione britannica facendosi passare per un ragazzino sedicenne?; vi stuzzicherebbe, tanto da precipitarvi in ciabatte e vestaglia in libreria per acquistarlo?. Bhè non vi resta che leggere ed appassionarvi a questa storia ( parola di scout, non rimarrete delusi).

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 Uscita invece molto recente è quella del volume primo di una saga che è stata portata in Italia dalla Multiplayer edizioni cioè, La figlia di Odino. La storia affonda le sue radici nei miti nordici (da come lo si può intuire dal titolo). Questo primo volume tratterà le vicissitudini e la crescita di una ragazza di quindici anni Hirka che, all’improvviso apprende di essere una figlia di Odino, una creatura putrida e senza la coda, proveniente da un altro mondo. È disprezzata, odiata e scacciata da tutti. Non riesce più a trovare una propria identità, e qualcuno la vuole eliminare affinché tutto ciò rimanga un segreto.  Insomma lasciando correre la copertina al quanto macabra (che ha una spiegazione ben precisa che capirete leggendo il libro), tutto fa supporre che ci sarà bella carne a cuocere per gli amanti del genere.
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Oltre ai libri citati gran parte del mio periodo estivo lo passerò ( si spera andando al mare, godendomi il sole e le amicizie di una vita) guardando serie tv, drama e film ( altra mia grande passione è infatti il cinema) beatamente stravaccata sul divano. Tra tutti i titoli e i kdrama recuperati in quest’ultimo periodo ne cito alcuni che mi sono piaciuti all’inverosimile ossia Fight my way, Liar game, Jealous incarnate ed il mio amato Chicago typwriter ( se non erro già citato in un’altro mio articolo). Ma anche di questi, come dei libri che riguardano le saghe familiari che sto portano avanti, ne parlerò approfonditamente in un’articolo dedicato.
Per concludere in bellezza, vi propongo una prelibatezza direttamente da Trieste, la mortadella al tartufo ( credetemi una volta assaggiata diventerà una droga) ed il thè verde verbena e menta, che con questo caldo africano (che non da pace alle povere anime italiane) è rinfrescante ( dal sapore buonissimo grazie alle foglie di menta e sopratutto drenante per la felicità di tutte le femminucce alle prese con la temuta prova costume). Con questo è tutto! Feniceinpigiama vi augura un buon proseguo di vacanze, tante risate e dolci serate in compagnia dei vostri amici.
Ubriacatevi di parole, ballate come matti e come è consuetudine concludere i miei articoli, buone e belle letture.
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I lati oscuri dell’AMORE. #lettidinotte.

Il primo mese dell’anno in quanto a letture è stato una bomba di emozioni esplosa durante le notti(parte della giornata che amo dedicare alla lettura e qualche volta alla scrittura)all’insegna di “gioiellini letterari” e spuntini.

Senza volerlo mi sono resa conto che le letture di questo periodo hanno assunto tinte sconcertanti, affascinanti dell’amore folle, oscuro, passionale, caratterizzato dalle incontrollabili pulsioni sessuali. Primo fra tutte Follia di Patrick Mcgrath.

Nel romanzo, lo scrittore investiga la vita matrimoniale ed in particolare la figura femminile di Stella in chiave psicologica. Infatti, scavando nella psiche della donna frustrata ed intrappolata in un matrimonio privo di passione ed emotivamente arido, che intraprende una relazione extraconiugale con un certo Edgar Stark ( scultore dalla personalità complessa in semilibertà nell’istituto psichiatrico dove lavora Max, marito della protagonista), Patrick Mcgrath ci guida nella rappresentazione della mente umana che ci parla appassionatamente ed ossessivamente di follia, malattia, psichiatria, amore, desiderio, relazione, oltrepassando il confine dell’ ovvio e ridefinendo continuamente i confini dell’essere. Bellissimo e consigliato a chiunque sia affascinato da questa tematica. L’appunto sulla penna dello scrittore: scorrevole, piacevole, tecnico ( per quanto riguarda la terminologia della materia psichiatrica) ma mai complessa da capire. Il romanzo si fa leggere con naturale scioltezza.( nonostante si possa pensare, dalla trama, che sia un volume pesante da affrontare)

Altra lettura sul filone della follia “amorosa” è stata La camera azzurra di Georges Simenon. Anche in questo caso si parla di una relazione sessuale extraconiugale. La vicenda si svolge a Saint-Justin-du-Loup, un paesino della provincia francese, teatro di una vicenda di adulterio e delitti. Tutto comincia nella stanza (dalle pareti azzurre) di un hotel: due amanti ( entrambi sposati) si riposano dopo essersi abbandonati alla passione. Lo scrittore in una lunga ed estenuante panoramica, indaga quelli che sono per molti versi la pulsione famelica ed inspiegabile di questo “rapporto”e su quali effetti devastanti può avere sulla vita di chi li circonda.

Rispetto a Follia ho trovato il personaggio maschile irritante (in più punti del romanzo avrei voluto dargli due sberle belle sonore), superficiale (durante le vicende non si sofferma a chiedersi nulla ne su se stesso men che meno su ciò che lo circonda, ne tanto meno sulle sue azioni). Molto più interessante invece è il personaggio femminile a tratti controverso, dalla personalità complessa, tanto da rendere perplesso il lettore fino alle ultime righe e lasciarlo in sospeso con una domanda ( che se vorrete leggerlo, vi ronzerà in testa anche dopo aver terminato la lettura):

 Cosa sareste disposti a perdere per vivere fino in fondo una passione? 

Cambiando totalmente argomento, gli scompensi ormonali avuti nell’ultimo periodo sono senz’altro dovuti ad alcuni Cameback di alcuni artisti come i Big Bang, Ed Sheeran e Shinee ( senza aggiungere che a febbraio ne vedremo delle belle in quanto a grandi ritorni nel mondo musicale mondiale).

Obiettivamente dopo aver visto questi Mv sfido chiunque ad avere delle razioni propriamente normali e controllate a riguardo.

In conclusione, dopo la parentesi puramente pulsionale, questo è stato un mese di vagabondaggi per librerie, musei e altri mondi artistici come la visione ( che porterò nel cuore per sempre) del film d’animazione di Your name. Un lavoro che è il gioiello che lascia al mondo Makoto Shinkai.

eyeuwjFremevo nell’andare a vederlo non solo per una curiosità puramente artistica (il mio campo di studi è quello artistico) ma anche perché di questo regista d’animazione avevo già recuperato 5cm al secondo ed il giardino delle parole( entrambi consigliatissimi, sopratutto per chi è un cinico incallito, disilluso sul tema amoroso).

Per quanto riguarda kdrama, consiglio spassionatamente di recuperare Legend of the blue see e Weightlifting fairy kim bok-joo (anche questi perfetti per il periodo che si avvicina: San valentino).

Il primo è la complicata storia d’amore tra una sirena ed un umano (come direbbe mia sorella: che bel pezzo di umano poichè si parla dell’attore Lee Min Ho nel ruolo del protagonista).

legend-of-the-blue-sea-updatesIl secondo invece è la tenera e dolce storia d’amore tra due sportivi, un nuotatore ed una sollevatrice di pesi (tratto dalla vera storia d’amore tra due medaglie d’oro alle olimpiadi per la Corea).

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Ebbene con queste piccole coccole per il cuore vi auguro di mangiare tanto buon cibo (sopratutto cioccolata), di innamorarvi, di fare bellissimi sogni e buone letture.

Il mondo asiatico: kpop, drama, manga ed esaltazione sclerotica.

Sarà che non ci si sofferma mai sull’altra parte di mondo, sarà che noi occidentali tendiamo a considerare molto lontano (quasi fosse un miraggio) l’Oriente e tutto ciò che ne consegue, fatto sta che una volta che ci si immerge nel loro mondo si rimane così affascinati, così catturati e trasportati che non si vedrà più nulla, non si ascolterà più nulla, non si farà più nulla come prima. Che si tratti di musica, di serie televisive o letture è un mondo che ti strega e del quale una volta avvicinatisi non si può più far a meno. Dunque mettetevi comodi, preparate uno spuntino perché si andrà per le lunghe ed iniziamo questo lungo, lunghissimo articolo.

Partendo con ordine, dopo un lungo periodo di blocco del lettore, serie televisive deludenti e problematiche varie di vita quotidiana, necessitavo di qualcosa che mi facesse evadere da questo circolo vizioso che si avvicinava pericolosamente ad un buco nero. Bighellonando sul web incappo in un video molto carino di una ragazza (per chi fosse curioso di andarla a vedere e seguire inserirò il link del suo canale youtube all’interno dell’articolo) che, amando la Corea e tutto ciò che ne concerne, consigliava a tutti quelli che si avvicinavano per la prima volta a questo mondo, alcuni K-drama ( per noi occidentali serie tv  sud coreane) più interessanti e carine da seguire. Insomma spinta dalla curiosità inizio ad approcciarmi ad essi finendo con l’innamorarmi perdutamente di tutto, partendo dalla sceneggiatura, al loro modo di pensare, alle storie tutt’altro che banali, ai finali assolutamente non scontati e detto tra “noi” alcuni attori sono un gran bel vedere.

Dei molti visti in questo periodo vorrei parlarvi di quelli che sono diventati i miei preferiti e che consiglierei a tutti quelli che vogliono approcciarsi ad essi. Andando con ordine, per quanto riguarda le commedie scolastiche, sono due quelle più interessanti da seguire in quanto ci presentano il sistema d’istruzione della Corea (ovviamente romanzato ma che getta pur sempre luce sulla loro situazione giovanile), entrambe con protagonista un’attore,se non l’attore, più seguito ed amato in Corea e cioè Lee Min Ho. I drama in questione sono Boy Over Flowers e The Heirs (drama in cui c’è uno dei miei attori preferiti Kim Woo Bin). Il primo un pochino datato in quanto trasmesso nel 2009, l’altro decisamente più attuale in quanto trasmesso nel 2014.

BOY OVER FLOWERS

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TRAMA:

L’impero economico della Corea del Sud è principalmente nelle mani del grandissimo gruppo Shinhwa, il quale conta anche di una illustre scuola esclusiva per giovani ricchi della buona società. Erede del famosissimo gruppo finanziario è Goo Joon Pyo ( Lee Min Ho), studente all’ultimo anno della Shinhwa High School e leader dei temuti F4, gruppo che conta i quattro rampolli delle famiglie più ricche del paese, che si divertono ad occupare le loro noiose giornate prendendo di mira poveri studenti che vengono picchiati ed insultati sino al punto di abbandonare la prestigiosa scuola dalla disperazione.
Geum Jan Di è la figlia di una normale famiglia piccolo-borghese che gestisce una lavanderia e, dopo la scuola, cerca di aiutare i suoi genitori con le consegne per i clienti del loro negozio. Proprio mentre sta andando a restituire una divisa pulita ad uno studente della Shinhwa High School, salva il suddetto da un tentativo di suicidio dettato dalla disperazione di essere stato preso di mira dai famosi F4 che gli hanno scatenato addosso l’odio di tutti gli studenti della scuola.
Proprio a causa di questo incidente, per una serie di eventi, Jan Di finisce per entrare a far pare dell’élite di allievi della Shinhwa High School grazie ad una “borsa di studio”. Anche se la ragazza preferirebbe evitare di cambiare istituto scolastico, i suoi genitori, entusiasti che la figlia abbia l’opportunità di frequentare un posto pieno di ragazzi ricchi, la obbligano ad andarci.
Il carattere leale e coraggioso della nostra protagonista si scontra quasi subito con i famosi F4 in quanto, con i loro soprusi, cercano di fare del male all’unica amica che è riuscita a farsi nel nuovo istituto. Proprio per difenderla da Joon Pyo, Jan Di si mette contro il leader del gruppo ed il giorno dopo riceve il famosissimo cartellino rosso che indica l’inizio di una faida tra lei ed i quattro ragazzi. Fortunatamente uno di loro, Yoon Ji Hoo, sembra essere diverso dagli altri e, pur nella sua indifferenza, riesce spesso ad aiutarla dagli attacchi degli altri studenti che iniziano a maltrattarla sempre di più.
Stanca di tutti quei maltrattamenti e delle dicerie che hanno iniziato a diffondersi sul suo conto, Geum Jan Di decide di passare al contrattacco e dichiara guerra a Goo Joon Pyo il quale, fraintendendola del tutto, si convince che la sua sia più una dichiarazione d’amore che una sfida.
Inizia così tutta una serie di eventi che porteranno i protagonisti di questo drama a maturare grazie a nuovi amori ed amicizie che si consolideranno anche a causa di tutte le difficoltà che dovranno affrontare singolarmente o assieme.

 

THE HEIRS

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TRAMA:( mi dispiace ma l’attrice Park Shin Hye, amatissima in Corea a me non dice proprio nulla)

Il drama è ambientato in una prestigiosa scuola superiore, frequentata quasi esclusivamente da ragazzi dell’elite coreana. Tra questi spicca Kim Tan (Lee Min Ho), che si innamorerà della povera Cha Eun Sang (Park Shin Hye), a dispetto delle differenze sociali.

Dunque due drama che pur accomunati dalla stessa idea di base e di cliché ( ragazzo ricco che si innamora della povera tontolona ) sono godibilissimi, leggeri e ripeto per le giovani donzelle, un gran bel vedere.

Proseguendo con le commedie prettamente romantiche quella che ha conquistato il mio cuore da cinica incallita,mi ha fatto letteralmente sciogliere e al contempo ammazzare di risate è senza ombra di dubbio She was pretty. Un cast di attori bravissimi, sarò ripetitiva sarà il fascino dell’occhietto a mandorla ma per le ragazze vedere queste serie tv è una goduria per gli occhi e personalmente ho trovato la storia dell’amicizia tra le due protagoniste femminili di un’intensità e bellezza sconcertante ( che ti fanno sperare che a questo mondo può esserci un’amicizia che dura tutta una vita ). Doveroso è un breve chiarimento sul fatto che vedendone molti mi sono accorta che per quanto riguarda l’amore è molto caro il tema della predestinazione, ossia il fatto che due persone siano comunque destinate a stare insieme e dunque a scontrarsi e ritrovarsi, conoscersi ed amarsi a più riprese della loro vita. Per cui in quasi tutte le storie d’amore incapperemo in questo concetto che vale sia per l’età adolescenziale  che in età più adulta con tutta una serie di problemi e questioni esistenziali un po più serie.

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TRAMA:( mi ha ricordato moltissimo la serie tv americana Ugly Betty)

Kim Hye Jin alle superiori era ricca e bellissima, poi è diventata brutta e povera. Ji Sung Joon, viceversa, da ragazzino era brutto, sovrappeso e piuttosto asociale, poi è cresciuto di botto ed è diventato un bellissimo uomo che lavora nel campo della moda. Man Ha Ri è l’amica della protagonista, una alla moda che è uscita con un sacco di uomini senza mai innamorarsi per davvero, ma che si prende una sbandata per il primo amore della sua amica il paffutello Ji Sung Joon. Per una serie di vicissitudini la nostra protagonista si troverà a lavorare presso la redazione di una rivista di moda che ha come capo redattore proprio il suo amico ed amore d’infanzia.

Passando a tutt’altro genere e premettendo che prediligo senz’altro drama psicologici, polizieschi, mistery, ho amato alla follia Kill me Heal me ( con la stessa attrice protagonista di she was pretty, tra l’altro bravissima a passare da un personaggio esilarante ad uno drammatico), It’s ok that’s love ( cast spettacolare , casi bellissimi, lacrimuccia assicurata) e Hyde,Jekyll, me ( ritorno attesissimo dal pubblico coreano di un’attore molto apprezzato, presente in molti drama di successo tra cui Secret Garden ).

HYDE,JEKYLL,ME ( originale poichè non vediamo gli stessi steriotipi di personaggi maschili, femminili)

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TRAMA:

Hyun Bin interpreterà un chaebol di terza generazione proprietario del parco di divertimenti Wonderland. A causa di un trauma infantile ha una doppia personalità: di giorno è Ji Gil, uno scrittore freddo e pungente; di sera è Ha Yi Doo, dolce e gentile.
La protagonista, Han Geu Roo, si innamorerà di entrambi, creando un triangolo amoroso con le due personalità.

KELL ME HEAL ME (stessi attori di she was pretty, non a caso ho amato anche questo drama con loro)

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TRAMA:

Cha Do-Hyun è un ragazzo di buona famiglia che, per via di diversi traumi avuti in seguito a situazioni in cui ha rischiato la vita, ha il disturbo di 7 personalità. Oh Ri Jin è una studentessa molto brava di psicologia che lo prende sotto la sua ala e cerca di curarlo. Alla fine i due si innamoreranno.
Oh Ri-On è il gemello di Oh Ri-Jin ed uno scrittore geniale. In un primo momento vuole scavare nella storia del ragazzo dalle multiple personalità per sfruttarla o trovare ispirazione per il suo nuovo libro, poi si ritrova ad esserne amico e cercare di aiutarlo.

IT’S OK THAT’S LOVE ( mio personalissimo giudizio: bellissimo)

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TRAMA:

Jang Jae Yeol (Jo In Sung) è un misterioso scrittore e radio DJ che soffre di un’ossessione. Ji Hae Soo (Gong Hyo Jin) è al primo anno in psichiatria presso un ospedale universitario grazie ad una borsa di studio. Ha scelto la psichiatria perché non vuole eseguire interventi chirurgici. Dopo l’incontro con Jang Jae-Yeol, la sua vita subirà grandi cambiamenti.

Un genere a me caro sarà sempre il Crime in particolare tre k drama ( non c’è niente da fare i cattivi ragazzi hanno sempre una marcia in più) che ho amato come pochi e cioè Heartless city, Bad guys e Innocent man.

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TRAMA:

Lee Kyung Ho ( ragazzi tanta roba l’attore) interpreta un signore della droga. Un giorno la donna con cui è cresciuto insieme in un orfanotrofio bussa alla sua porta e lui la accoglie nel suo mondo, non sapendo che lei in realtà è una poliziotta sotto copertura con il compito di catturarlo. Mentre è infiltrata, però, questa rimane uccisa e il primo sospetto è ovviamente lui, anche se giura di essere stato imbrogliato.
La migliore amica della donna (Nam Gyu Ri), poliziotta anche lei, con la perdita dell’amica è rimasta sola al mondo e vuole scoprire chi è il suo assassino per vendicarsi. Inviata sotto copertura dal fidanzato della defunta amica, anch’esso poliziotto, anch’esso pronto a vendicarsi, si avvicina al ragazzo che tutti chiamano Figlio del dottore ( Lee Kyung Ho) ma finisce con l’ innamorarsene mettendo a rischio l’intera operazione.

BAD GUYS

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TRAMA:

Per contrastare la crescita di violenti crimini, il capo della Polizia chiede al detective Oh Goo-Tak (Kim Sang-Joong), attualmente espulso per aver usato troppa forza, di formare una squadra costituita da criminali. I membri saranno: il gangster Park Woong-Cheol (Ma Dong-Seok), Lee Jung-Moon (Park Hae-Jin, ragazze come non amarlo?), un giovane serial killer dall’intelligenza straordinaria, e Jung Tae-Soo (Jo Dong-Hyeok) un killer mercenario. A loro si aggiunge anche una donna, l’ispettore di polizia Yoo Mi-Young (Gang Ye-Won), che tenta di farli lavorare in gruppo sia usando la ragione, che i sentimenti.

INNOCENT MAN ( Song Joong Ki, attore bellissimo e di una bravura allucinante, per cui recuperate tutti i suoi lavori

TRAMA:

Dopo essere stato tradito dalla donna che amava, Kang Ma Roo (Song Joong Ki) decide di usare Eun Gi (Moon Chae Won), ricca ereditiera affetta da amnesia, per vendicarsi.

Infine per concludere il discorso riguardante i K drama quelli entrati nel cuore e che a mio modesto parere rimarranno imbattuti come cast, sceneggiatura e complessità tematiche sono Healer ( per quanto riguarda il ruolo dei mass media e dei giornalisti) e Discendants of the Sun. ( in quanto alla riflessione profonda su una nazione ancora divisa, sul ruolo dei dottori e sopratutto sul cosa voglia dire essere un soldato che naviga in un contesto politico e sociale così complesso)

HEALER( Ji Chang Wook, stesso discorso fatto per Song Joong Ki, attore bellissimo di una bravura allucinante e che a breve finalmente vedremo in un’altro drama The K2)

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TRAMA:

Seo Jung-Hoo (Ji Chang-Wook) è un solitario corriere notturno conosciuto come “Healer”; i suoi clienti gli danno delle missioni segrete o pericolose e lui, senza rivelare a nessuno la sua identità ed in cambio di denaro, le porta a termine senza immischiarsi o preoccuparsi del fatto che siano illegali, immorali o meno.
Kim Moon Ho (Yoo Ji Tae) è un giornalista di un’importante emittente televisiva, tormentato da un fatto avvenuto in passato. E’ alla ricerca di una bambina ed un giorno incarica il fatidico Healer di procurarsi il DNA di Chae Young Shin (Park Min Young), una ragazza che lavora per un giornale scandalistico di serie B con il sogno di diventare una grande giornalista, che potrebbe essere colei che sta cercando. Healer però si rende conto che quel passato potrebbe essere legato anche a lui, quindi decide di investigare, avvicinandosi a Chae Young Shin sotto le spoglie del suo ingenuo e timido collega Park Bong Soo.

DISCENDANTS OF THE SUN ( COPPIA SONG SONG, la più bella e brava coppia di attori in circolazione nel mondo dello spettacolo asiatico)tumblr_o1w1p8nAPI1tlq3sro1_500

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TRAMA:( una trama semplificata in quanto si tratteranno temi delicati sia in campo medico che in quello politico- sociale della Corea)

È una storia d’amore tra il capitano Kim Shi Jin, appartenente alle truppe di mantenimento della pace delle Nazioni Unite, e la dottoressa Kang Mo Yeon, che si troveranno insieme nella capitale di un altro Paese.

Non inserisco altri generi quali il medical drama oppure il paranormal drama in quanto più in là, vi stilerò una lista più dettagliata e completa inserendo anche alcuni drama che attualmente sto seguendo con molta curiosità e che mi stanno particolarmente piacendo e sopratutto perché ho intenzione di dedicare un’intera rubrica a questa mia nuova passione.

Archiviato il discorso serie tv (ne ho viste alcune taiwanesi e cinesi ma a mio gusto personale continuo a preferire quelle sud coreane), un’altra parentesi va fatta per il KPOP ossia il panorama musicale asiatico in particolare quello coreano. Ragazzi fidatevi di me questa gente non scherza quando si tratta di musica e materie artistiche in generale. Sono stata profondamente colpita in particolare da tre gruppi musicali maschili ed uno femminile e sto parlando degli EXO, dei Big Bang, dei BTS e delle CNE1 di cui vi consiglio di recuperare su youtube i loro video (sopratutto sottotitolati in italiano che vi faranno capire moltissimo di ciò che questi ragazzi e queste ragazze vogliono trasmettere a chi è al di fuori di certi contesti e di quella cultura).

Amore puro e discorso a parte va fatto nei confronti di quelli che vengono definiti il re e la regina del kpop rispettivamente G-DRAGON e Cl leader del gruppo Big bang e Cne1 (tra l’altro conosciuti anche in America, vantando collaborazioni con rapper di altissimo calibro) che festeggiano i dieci anni di carriera ( e fidatevi in un contesto molto competitivo come quello del k pop, dove sfornano gruppi musicali a ripetizione, dieci anni di carriera sono tantissimi).

Parlando invece di tutt’altro, chi (sopratutto la generazione 90′) non ha mai visto nella sua infanzia Piccoli problemi di cuore, Rossana, Lady Oscar che mandavano in onda su italia uno?. Bene, queste chicche chiamate Anime non sono altro che le trasposizioni animate per tv di alcuni manga molto seguiti ed apprezzati in Giappone , Cina e Corea. Io non sono particolarmente ferrata su questo argomento in quanto mi approccio da pochissimo a questo genere di lettura nonostante da liceale ne abbia letti molti tramite amiche appassionate. Se volete un parere da veri patiti e sopratutto molto più approfondito in materia vi rimando ad un canale di un ragazzo molto simpatico patito del mondo dei fumetti asiatici e non; in quanto a me, curiosissima di leggere i manga di quelli che sono stati i miei cartoni animati preferiti di quando ero piccina, non vedo l’ora di fiondarmi in fumetteria o comunque trovare siti on-line che mi permettano di recuperarli ( anche perché da come ho capito molto spesso un po come la trasposizione di un libro in film le trame differiscono e i finali son diversi).

Ultime curiosità da segnalarvi sono un drama che c’entra moltissimo con i manga o comunque con il mondo fumettistico (appena conclusosi) chiamato W, originalissimo del quale non riuscirete mai a capire dove vogliano andare a parare. Un finale brillante, una storia affascinante se consideriamo il fatto che, chi di noi non ha sognato almeno una volta nella vita di finire dentro un fumetto, un film preferito oppure un libro amato? ecco, questa è la premessa, quindi per chi invece è già un veterano delle serie tv coreane questo drama non può proprio lasciarselo scappare.

Tirando le fila di un po tutto questo calderone di parole e inchiostro virtuale, spero che sia arrivato chiaro quello che volevo trasmettere e cioè di non aver timori o pregiudizi nell’approcciarsi a cose nuove, ad esperienze sempre diverse e stimolanti e sopratutto a non farci limitare dal nostro essere occidentali. Con questo vi auguro sempre nuove e belle letture, buona visione per chi inizierà qualche serie tv asiatica e buona vita da Fenice in pigiama.

 

Prossime uscite,interessanti curiosità e tanto altro dal mondo d’inchiostro e carta.

Continua la corsa dei lettori, al recupero di un romanzo del quale vedremo, a breve, la trasposizione cinematografica. Sto parlando di     ” Io prima di te” di Jojo Moyes. Pubblicato, amato, conosciutissimo e apprezzato da molti oramai più di un’anno fa, in questo momento torna a far parlare di sé proprio in prossimità del film, il cui trailer ha già fatto commuovere tantissime lettrici.

Link al video : http://youtu.be/LY4I0TXv8aA

La trama del romanzo a primo impatto può apparire poco originale e dai risvolti prevedibili ma siamo ben lontani dal vero. Ci troviamo di fronte ad una ragazza di provincia, mai uscita fuori dal contesto in cui è nata e cresciuta, che sta cercando di capire cosa fare della sua vita e quali sono realmente le sue capacità. Il suo nome è Louisa e si imbatterà in un ragazzo,Will, molto speciale che ha vissuto la sua vita sempre al massimo, amando tutte le meravigliose esperienze che essa puó donare fino al giorno in cui, per una tragica fatalità è costretto su una sedia a rotelle, paralizzato dal collo in giù.  Dunque tra lacrime e fazzoletti, amiche che si struggono ancora per il finale, che non è piaciuto a tutti ( se volete sapere cosa intendo, leggetelo perché sono un’anima buona e non farò spoiler) e del l’eccitazione per l’imminente film, pochi sanno che vi è un sequel. Esatto,avete capito bene, si tratta di un secondo romanzo che riprenderà da dove si interrompe il primo e sopratutto racconterà a cosa andrà incontro la protagonista Louisa “dopo” gli avvenimenti accaduti nel “primo”. Il titolo del secondo libro che comporrà la duologia,  avrà come titolo “io dopo di te”. Edito da Mondadori per un prezzo di copertina di 18€,uscirà nelle librerie il prossimo 3 Maggio 2016 per la gioia di chi ha amato questa storia e attendevano con trepidazione un continuo che potesse addolcire l’amaro lasciato dal primo libro.

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Altre interessanti uscite, per chi ama il genere Distopico con la “d” maiuscola, sono in particolare il ritorno di De Lillo con la sua ultima fatica ” Zero K”  e “La montagna in festa ” della scrittrice Alisa Ganieva. ( copertina bruttina ma contenuto molto interessante).

 

Romanzi la cui uscita è prevista, per il primo ( Zero K) a maggio negli Stati Uniti mentre il secondo disponibile presso la casa editrice La nuova frontiera, la cui traduzione è a cura di Claudia Zonghetti.

Il romanzo di De Lillo si focalizzerà  sull’élite che governa il mondo che,avendo conquistato il potere temporale assoluto, si dedicherá all’ultima frontiera che resta da oltrepassare: quella della morte. Da questo concetto prende vita il significato del titolo “Zero K” ossia zero gradi Kelvin, lo zero assoluto, la temperatura alla quale vengono conservati in animazione sospesa i corpi dei ricchi e potenti per sfuggire alla morte. Sigillati in una capsula in un complesso segreto in un’ex repubblica sovietica in attesa di una cura per la loro malattia. In attesa di una resurrezione.

Il romanzo della Genieva, scrittrice e critico letterario di origini russe invece, si focalizzerà su una distopia islamica in particolare sul predominio dell’islamismo rispetto alle istanze, oramai deboli, della cultura occidentale, e ai nostri stessi ordinamenti giuridici e sociali. Intraprenderemo così un viaggio attraverso gli occhi del giovane protagonista Shamil che avendo perso il lavoro, si dirige con lo zio dai maestri bulinatori. Lo seguiremo in tutto il suo vagabondare tra locali, riflessioni e il suo struggente amore nei confronti di una ragazza , Madina , promessa sposa di un’altro.

Altra chicca interessante è rappresentata dal premio pulizer Michael Cunningham che nel suo nuovo romanzo “Un cigno selvatico”, illustrato da Yuko Shimizu,edito dalla casa editrice La nave di Teseo in uscita il 28 Aprile,  riscrive celebri favole trasformandole in vere e proprie parabole delle nevrosi della modernità. Troveremo per cui principesse e principi che si riveleranno paradigmi nitidi delle nevrosi di oggi, esempi moderni della sete di denaro, insoddisfazione sessuale piuttosto che dell’opportunismo, dell’egoismo, oppure e assai più spesso, della noia e dell’accidia. Tanto che lo stesso scrittore ad un certo punto scrive:

Il “vissero per sempre felici e contenti” si abbatté su tutti loro come la lama di una ghigliottina” 


Oltre a tutto ciò, altri titoli interessanti che vorrei citare per chi non sapesse della loro esistenza sono: il secondo volume della saga sui bambini speciali di miss Peregrine , che si può già reperire in libreria con il titolo di “Hollow city” il ritorno dei bambini speciali; 2084 di Boualem Sansal e Sottomissione di Michel Houellebecq. Inoltre per chi volesse tenersi aggiornato sulle uscite editoriali , curiosità e tutto ciò che concerne la cultura vi segnalo l’inserto settimanale del Corriere della Sera, La lettura dove troverete spunti originali ed interessanti sulle prossime letture che vi attendono.

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Volevo terminare inoltre quest’articolo, con uno dei romanzi che attendo da una vita. Precisamente da quando in un giorno dicembrino di gelo, neve , calore familiare, lucine colorate e addobbi natalizi comprai, divorai,lessi, piansi, la trilogia della scrittrice Paullina Simons : Il cavaliere d’inverno. Una di quelle storie che ti accompagnano in un periodo della tua vita e che quando arriva la parola fine non puoi che provare nostalgia, voglia di leggere ancora qualcosa. Una scrittrice che ammalia come fosse una strega con le sue parole e non puoi far altro che volerne ancora. Finalmente l’astinenza avrà fine è potrò farmi un’altra dose della sua splendida penna.Ambientato nel 2002, la storia segue il viaggio on the road di due coppie di quasi ventenni decisi a realizzare un’impresa incredibile prima di andare al college. Chloe e Hannah sono migliori amiche, Mason e Blake sono due fratelli e assieme formano un quartetto scanzonato. La loro è un’avventura unica, che li cambierà profondamente. Nella vecchia Europa questi quattro americani fanno la conoscenza dello scintillante Johnny, cantante itinerante che sembra uscito dal secolo scorso. Con i suoi sorrisi, le sue storie e la sua passione, Johnny metterà in crisi gli equilibri del gruppo, trafiggendo il cuore di Chloe. Segreti, amori che finiscono, amori che nascono, avventura e poesia pura. Questo è quello che promette di regalarci “Una valigia piena di sogni” e dal canto mio non posso far altro che fiondarmi in libreria il 12 Maggio e ringraziare con il cuore la HarperCollins Italia per questo regalo splendido.

 

Come sempre FeniceInPigiama vi augura buone letture ,buona vita e vi da appuntamento al prossimo articolo che tratterà le ultime letture fatte durante il periodo Febbraio-Aprile.

Le mie case Editrici preferite, aggiornamenti uscite in libreria del mese corrente, cose random sul mondo dei libri!

Ogni lettore che si rispetti ha sicuramente le sue case Editrici preferite, ne segue più o meno gli aggiornamenti, il catalogo offerto e gli scrittori che pubblica. Alcune sono conosciutissime altre più o meno sconosciute rispetto ai grandi colossi editoriali quali: Feltrinelli e Mondadori che eclissano ( per non usare un termine più forte: schiacciano), quelle più piccole o comunque poco pubblicizzate rispetto alle due appena citate. Un gioiellino nell’oceano dell’editoria è Iperborea. Questa casa editrice è un qualcosa di magico e stuzzicante in quanto si concentra su un tipo di letteratura, quella nordica, che la maggior parte tralascia o comunque tratta sporadicamente e in termini superficiali durante le varie letture. Tutto il catalogo che propone è minuziosamente curato, dalla grafica delle copertine, agli incipit accattivanti,alla originalità del formato di stampa e via così. Vi riporto ciò che è scritto e potrete trovare nel loro sito( http://iperborea.com/):

Oltre ai paesi scandinavi (Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia), Iperborea pubblica la narrativa dell’area nederlandese, estone, islandese (incluse le antiche saghe medioevali) e dal 1998 una collana di saggi letterari per offrire al lettore spunti di approfondimento. Nel 2010 abbiamo lanciato una nuova collana di gialli, Ombre, alla base della quale rimangono le scelte che ci caratterizzano da sempre: l’attenzione alla scrittura, ai temi etici, sociali e politici del nostro tempo.

Altra casa editrice che vorrei portare all’attenzione è “la Nave di Teseo” fondata dalla conosciutissima Elisabetta Sgarbi e non solo che, lasciando la casa editrice “Bompiani”       ( altra casa editrice molto interessante e dal catalogo accattivante), inizia una nuova avventura supportata da grandissimi nomi e autori di spessore quali appunto:  Umberto Eco ( da poco venuto a mancare) , Sandro Veronesi, Edoardo Nesi, Furio Colombo, Sergio Claudio Perroni, Mario Andreose, Anna Maria Lorusso ed Eugenio Lio, supportati da alcuni imprenditori fra cui Guido Maria Brera e un grande uomo di spessore culturale quale l’editore:  Jean Claude Fasquelle.  Questa casa editrice nata da pochissimo sarà “una casa editrice di narrativa, saggistica, poesia, italiane e straniere, attenta alla valorizzazione dei classici”, come si legge nello statuto, “che guarda al futuro e dà futuro al passato”, che esprime la propria identità attraverso gli autori e i libri che pubblica, attraverso la loro qualità e coerenza grafica, oltre a considerare “gli autori e gli editori il proprio patrimonio”.Una prova di grande coraggio considerando il periodo di difficoltà che vige attualmente nell’editoria.

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Tra l’altro se si vuole conoscere di più su ciò che ha spinto alla nascita di questa casa editrice e curiosità relative al lavoro che si è fatto prima di arrivare alla vera e propria nascita de La Nave di Teseo, vi è una bellissima intervista fatta dal giornalista Maurizio Bono per il supplemento di La Repubblica, Donna Moderna, proprio ad Elisabetta Sgarbi( il numero è quello del mese corrente ossia Marzo 2016) di cui vi consiglio la lettura.

Altre case editrici conosciute che seguo in quanto ne ammiro la linea guida e il catalogo sono: Einaudi, Sallerio e Adelphi. Una casa editrice che io definisco “la più figa del pianeta” è la Salani, notoriamente conosciuta perchè casa editrice che pubblica in italia la Rowling ( scrittrice della famosissima saga di Harry Potter). Casa Editrice che io personalmente consiglio a genitori che vogliono far approcciare i propri figli alla lettura in quanto, la Salani offre una vastissima scelta riguardo titoli per un target compreso tra i 5-6 anni e gli anni adolescenziali (tutti i titoli disponibili presso questa casa editrice sono godibilissimi anche per una fascia d’età che ha superato abbondantemente il target di riferimento).

Per le uscite previste questo mese grandissima attesa per un romanzo di cui la data d’uscita doveva aggirarsi nel mese di Febbraio e poi posticipata al mese di Marzo è Purity di Franzen, la cui trama vi lascio qui sotto come consueto:

La giovane Purity Tyler, detta Pip, non conosce la sua vera identità. Sua madre, per un motivo misterioso, non vuole rivelarle chi è suo padre, l’uomo dal quale è fuggita prima che Pip nascesse, cambiando nome e ritirandosi a vivere nell’anonimato tra i boschi della California settentrionale. Pip è povera: ha un pesante debito studentesco da ripagare e vive in una casa occupata a Oakland, frequentata da un gruppo di anarchici. Ed è proprio lì che incontra Annagret, un’attivista tedesca che le apre le porte di uno stage con il Sunlight Project, l’organizzazione fondata dal famoso e carismatico Andreas Wolf, un leaker rivale di Julian Assange, allo scopo di rivelare i segreti dei potenti. Pip parte per la Bolivia, dove ha sede il Sunlight Project, con la speranza di poter usare la tecnologia degli hacker per svelare il segreto dell’identità di suo padre. Ma l’incontro con Andreas Wolf si rivela sconvolgente per molti motivi. Anche Andreas ha un terribile segreto nascosto nel suo passato, negli anni in cui viveva a Berlino Est come figlio ribelle di una madre squilibrata e di un padre pezzo grosso del Partito Comunista. Lo rivela proprio a Pip, con la quale instaura una relazione intensa e morbosa. Forse i suoi moventi segreti sono legati a Tom Aberant, il giornalista di Denver per il quale Pip andrà a lavorare dopo lo stage con il Sunlight Project, destabilizzando la relazione di Tom con la sua compagna Leila e portando un grande sconvolgimento anche nelle loro vite…

Altra uscita attesissima per gli amanti di Stephen King è Il bazar dei brutti sogni che uscirà il 22 Marzo e di cui vi avevo accennato nell’articolo precedente. Questa raccolta di venti racconti che tratterà temi come la morale, la vita dopo la morte, il senso di colpa, i rimorsi e i rimpianti, promettono essere tra i più belli mai scritti dall’autore. Curiosità in merito a questa raccolta e che al suo interno troveremo anche alcuni testi già conosciuti come il racconto Miglio81.

Passando a tutt’altro argomento mi sono recentemente imbattuta in una curiosità squisitamente dolce, letta su internet che riguarda un gruppo di lettura diventato famosissimo e che tra l’altro ha dato avvio ad una proposta originalissima che,chissà se verrà in futuro raccolta dai”famosi”. Dovete sapere che la scoperta di ciò è dovuta alla mia sfegatata passione verso un’artista con un talento mostruoso, Florence Welch. Stavo infatti vagando senza meta in rete per trovare informazioni riguardo ai suoi lavori attuali,tour e concerti che scopro una storia bellissima iniziata tre anni fa e che vede protagonista una ragazza di nome Leah Moloney. Questa ragazza condivise su Twitter una foto che ritraeva la cantante all’uscita di un book shop di Portland in Oregon e diffondendo l’idea davvero simpaticissima di creare un book club in cui i partecipanti avrebbero letto alcuni titoli consigliati dall’artista. L’idea venne accolta in maniera entusiasta da altre quattro ragazze provenienti da varie parti del mondo:Canada, Inghilterra, Stati Uniti e Irlanda che,unendosi formarono,appunto un club del libro chiamato “Flows’Book Club”. Pensate un po che quello che per Leah era solo un sogno, diventa realtà nel momento in cui l’artista ( che amo ancora di più dopo aver letto questa storia) risponde al retweet della ragazza con il primo consiglio di lettura : Opposed Position di Gwendoline Riley. Da allora il gruppo è migrato anche su altri social tra cui facebook, per permettere la divulgazione e ai vari lettori di tutto il mondo,la possibilità di poter iscriversi leggendo insieme all’artista.Fino ad oggi il gruppo di lettura ha letto ben diciotto titoli insieme a Florence tra cui,un romanzo che vorrei leggere al più presto, pubblicato in italia con il titolo di Un banda di idioti di John Kennedy Toole edito da Marcos y Marcos. Per tutti quelli interessati al gruppo su facebook il nome da digitare nella barra di ricerca è: Between Two Books. Su questo esempio come non citare un’altro grandissimo esempio di artista quale l’attrice, famosa per aver interpretato Hermione Granger in Harry Potter, Emma Wotson e il suo ” club del libro femminista”di cui potrete leggere tutti i particolari sulla sua pagina facebook e sul profilo tweet. Insomma speriamo che queste due grandi personalità possano essere prese ad esempio dai “famosi” per divulgare sempre di più queste iniziative che trovo davvero originali e molto allettanti per quanto riguarda la divulgazione dei libri ( considerate per esempio che chi non legge,sarebbe invogliatissimo a farlo se un cantante, un’attore/attrice che s ammira e  segue sui social,  consigliasse un libro e ne discutesse con i fan). 

Siamo arrivati infine al termine di questo convulso insieme di cose che amo definire”a caso”. Auguro come sempre un mese sereno, buone festività di Pasqua ( mangiate tanta cioccolata che siamo autorizzati in questo periodo) e fantastiche letture. Buona vita.

 

Come nuotare e farsi un’idea precisa sui e tra i vari generi letterari!

In questo ultimo periodo mi sono imbattuta spesso in persone che, discutendo in fatto di libri, sui generi letterari ed  in particolare su alcuni nati recentemente, creavano non poca confusione ai vari interlocutori che si ritrovavano per cui, invischiati in cervellotiche riflessioni, molto caotiche.  Sintonizzata attentamente nell’ascolto di alcuni  di questi scambi disordinati di idee sull’argomento “generi”, mi ritrovavo a riflettere sul vero nocciolo della questione e cioè il genere in se, pensiero che mi ha poi spinto allo scrivere quest’articolo. Ho trovato sempre molto limitativo classificare in una determinata dicitura alcuni romanzi che hanno e fanno ancora la storia della letteratura, a prescindere che essa sia italiana, americana,russa,spagnola e così via. D’altro canto però, per evitare il caos è giusto poter suddividere la produzione dei vari scrittori, creando una catalogazione che permetta appunto di non naufragare in un mare di parole, in questo caso di titoli. Dunque la definizione corretta del termine “genere” è in sintesi una convenzione per rendere più semplice la discussione critica in merito ad uno piuttosto che un’altro libro ( vi risparmio tutto il discorso relativo alla classicità sulla nascita del termine, proposto per la prima volta da Platone nel momento in cui differenziava la tragedia e la commedia nella categoria del:teatro), come del resto invece ancor diverso è il ragionamento che va fatto sulla ” categoria”, tant’è vero che il genere letterario non è altro che una categoria della scrittura letteraria. Andando oltre la terminologia tecnica in merito, passiamo al fulcro del discorso. I generi conosciuti dalla stragrande maggioranza sono quelli che ritroviamo anche scritti, in caratteri più o meno grandi, all’interno delle librerie: Romanzo,Narrativa,Saggistica,Racconto,Storiografia ecc. Di questi generi vi sono poi dei sottogeneri, ed è forse qui che inizia la confusione relativamente alla terminologia ma anche allo spiegare poi, perché un tale romanzo viene definito ed inserito per esempio nella dicitura “romanzo giallo” invece che “romanzo thriller” e via discorrendo. La confusione riguarda sopratutto il genere “romanzo” che è poi quello più vasto e, tra l’altro, essendo il concetto di “genere” un concetto mobile sottoposto a continui cambiamenti e nascita di altri sottogeneri del genere e in alcuni casi a sottogeneri di sottogeneri, ci troviamo a fare i conti con un reticolato che va, via via infittendosi rischiando di ingarbugliarsi e risucchiare al suo interno i lettori di tutto il mondo.

Le diciture servono proprio a permettere che i lettori siano semplificati nella ricerca del libro. Passo a spiegare meglio. Se il proprio gusto personale si orienta verso un certo tipo di letteratura con la giusta dicitura all’interno di librerie o biblioteche, sarà più semplice trovare ciò che si cerca. Quindi per rendere tutto molto chiaro immaginiamo un grande libreria suddivisa in reparti, ognuno di essi avrà una propria dicitura che rappresenta il “genere” e ad ogni reparto una certa divisione di sottogeneri. Così facendo non si avrà più alcun problema ad inquadrare un titolo oppure a capire perché lo si è proprio deciso di nominarlo in un certo modo. Quindi troveremo il reparto “fantasy” ,”rosa”, “classici”,”gialli”,”per ragazzi”. Di questi reparti una parentesi breve nel discorso va fatta per quello attinente al “per ragazzi” e cioè dei romanzi che vanno da una certa età fino ad un’altra (in genere fino ai 15). In questo reparto infatti potremmo trovare “fiabe”, romanzi “fantasy”, come anche romanzi “gialli” e “d’avventura” purché queste tipologie di argomenti siano adatti all’età a cui si propongono. Per quanto riguarda il “fantasy” troveremo titoli che propongono come tematiche quelle della magia o comunque sia tutto ciò che è attinente alla fantasia e che non sussiste nella realtà( mondo creato esclusivamente dall’autore, dove si svolgono le vicende e dove i vari personaggi entrano in azione e agiscono). Nel reparto “rosa” troveremo invece tutti quei titoli che hanno come tematica quella del rapporto d’amore. Ora c’è da fare una precisazione in merito agli ultimi tempi e a come questo “genere” si sia infittito di altre diciture forvianti. Tutto ciò infatti che viene chiamato come “young adult” “new adult” piuttosto che “contemporany romance” “romance” ecc… queste non sono altro che “target”, ben lungi dall’essere definiti generi. Questi infatti propongono un determinato format di lettura. La prima riguarda una storia che ha per tematiche il rapporto amoroso ma tra due adolescenti( nel caso dei romanzi americani di questo genere, i due protagonisti andranno ancora a scuola ed avranno un’età che si aggirerà pressapoco intorno ai 14-15 anni). La seconda riguarda invece una storia, sempre amorosa, tra due personaggi alle prese con un’età e delle scelte diverse come quella di un lavoro o nel caso dei romanzi americani, della scelta del college (target di età 18 anni in su). La terza dicitura riguarda invece sempre il genere “rosa” ma la descrizione degli eventi avviene nel tempo corrente. Ossia, i personaggi agiscono in un tempo che è quello nel quale si ritrova a scrivere lo scrittore ( attuale). Il reparto romanzi rosa nasce con i cosiddetti”armony” che nel corso degli anni vengono sviluppati in veri e propri romanzi dove ad avere il dominio all’interno degli eventi narrati sarà il rapporto d’amore con le varie difficoltà da superare, di due personaggi.

Nel reparto “classici” ci troviamo invece davanti a tutta una serie di romanzi che hanno fatto la storia della letteratura. Per fare un’esempio “i Malavoglia” di Verga per la letteratura italiana invece che ” Guerra e pace” di Tolstoj per la letteratura russa piuttosto che per la letteratura inglese e americana nomi come Virginia Woolf, Francis Scott Fitzgerald e così via. Questi romanzi si trovano nella dicitura ” classici” ma possono riguardare temi completamente differenti tra loro. In questo caso sarebbe preferibile, nel momento in cui si cerca in questo “genere “, di avere delle informazioni riguardante l’autore e la tematica trattata.

Nel reparto “gialli” invece troviamo tutte quelle tematiche che si basano su casi da risolvere che essi siano omicidi di struttura quale detective, spalla e caso invece che poliziesco psicologico riguardante un caso di serial killer e dunque tutta una serie di omicidi collegati tra loro in un arco temporale che può variare. All’interno di questo reparto troveremo quindi il genere giallo ” thriller” come anche altre diciture che riescono a scremare i vari temi cosicché il lettore possa meglio scegliere, in base ai propri gusti, il genere di giallo che predilige.

Queste sono in sintesi le grandi categorie con un occhio generale per quanto riguarda l’aspetto della classificazione di libri per “genere”,senza contare le diciture più particolari come il genere “erotico” e quello “horror”. Si potrebbe intavolare tutta una discussione in merito al fatto che questo tipo di sistema possa in qualche modo limitare il lettore che andrà a scegliere sempre lo stesso “genere” facendo un tipo di lettura sempre uguale o comunque sia sempre sugli stessi argomenti. Dall’altra parte potremmo dire che invece per altri lettori avere davanti un quadro ben preciso quando si entra per cercare ed acquistare un libro, sia una cosa molto utile e permetta di scegliere ora una tematica, ora un’altra , che dunque rende l’esperienza di lettura sempre variegata. A voi come sempre l’ultima parola in merito con il vostro personalissimo pensiero. Spero di aver suscitato uno spunto di riflessione o che comunque adesso sia un po più chiaro il discorso e ci auguro come sempre buone letture.

2016. Un’anno di letture, tanta musica, eventi culturali, tazze di tè e caffè, risate, lacrime e tanta buona vita.

Cosa scrivere per quanto riguarda questo 2016 che sta per concludersi e cedere il passo al 2017? bé è stato senz’altro un’anno stressante, pesante caratterizzato da alti e bassi ma contraddistinto da tanta buona musica, bellissimi libri, tantissime risate con amici e parenti, scorpacciate di dolci e cibi di ogni genere, viaggi per la meravigliosa Italia. Il mio proposito di partecipare ad una challenge di lettura su goodreads è andata a farsi benedire poiché non sono riuscita a portarla a termine ma comunque alcuni dei libri della lista li ho letti e mi ritengo soddisfatta in quanto il mio obiettivo di varie gare quanto più possibile le mie letture in parte l’ho realizzato. Riassumendo il tutto al meglio ho stilato varie classifiche per ogni categoria di interesse per evitare che questo articolo diventi più lungo dell’Odissea.

Musica

Mi sono resa conto di aver ascoltato prettamente cantanti asiatici del mondo del kpop, in particolare i miei amati Big Bang il cui cameback mi ha fatto perdere la testa e dunque ai primi posti della mia pseudo classifica dei più ascoltati durante il 2016 ci sono loro con LAST SONG e FXXK seguiti dagli adrenalinici BTS e la loro Blood sweat and tears ( il cui Mv è pura arte) e gli Shinee in particolare la canzone senza il quale non cominciavo bene la giornata, Tell me what you do. Più in generale su Spotify ho ascoltato fino alla nausea l’album quali quello degli Shinee 1of 1, Made dei Big Bang ed il mio album preferito dell’anno ossia Wings dei BTS. Altri gruppi musicali che ho ascoltato con più moderazione sono stati gli Ikon i Monstax, Got7 e tantissimi rapper tra cui Jay Park, Zinco e Wiz Khalifa. Di americano c’è ben poco nonostante abbia ascoltato moltissimo Let me love you di DJ Snake e Justin Bieber ( rivalutato tantissimo nell’ultimo periodo), Sia, Shaw Mendez e Bruno Mars ( immancabile nel mio ipod). Per quanto riguarda canzoni italiane che mi hanno accompagnato durante questo 2016 sono state, senza ombra di dubbio il grande ritorno di Giorgia con la sua Oro nero, Marco Mengoni e Assenzio di Jax e Fedez.

Libri

Per quanto riguarda le letture quest’anno forse ho letto molto meno rispetto al solito ma allo stesso tempo ho fatto alcune tra le letture più belle della mia vita. Prima fra tutte Norwegian Wood di una bellezza disarmante che mi ha fatto scoprire uno degli scrittori della vita ossia Murakami. Altra bellissima lettura è stata La masseria delle allodole, sul genocidio armeno e ancora Qualcuno con cui correre, tutti titoli di cui vi ho parlato nel corso del tempo in altri articoli e che torno a citare in quanto sono stati davvero i più bei libri letti in quest’anno. Altra scoperta è stata l’intensa scrittura di Elisabeth Strout con Mi chiamo Lucy Barton. Pugno nello stomaco invece è stata la lettura di Una stanza piena di gente (storia vera di un uomo affetto da personalità multipla). Mentre letture più leggere e molto godibili sono state Una valigia piena di sogni della bravissima Paolina Simons ( se non la conoscete correte in libreria a comprare Il cavaliere d’inverno e dopo mi direte),La ragazza di Brooklin e Gli ingredienti segreti dell’amore. Ho recuperato un bel po di classici tra cui Il rosso e il nero ( soddisfattissima di averlo letto) e alcuni racconti di Dostoevskij. Per quanto riguarda il genere Fantasy ne ho letti molti ma tutti belli tra cui la saga di Half bad oppure quella del Tearling ( attualmente attendo il terzo volume). Un’esperienza di lettura è stata Illuminae ( uno dei libri per ragazzi più belli in circolazione). Insomma posso ritenermi abbastanza soddisfatta.

Manga

Per quanto riguarda questa categoria ( da poco una mia nuova passione) mi sono immersa nel recupero di alcune saghe tra cui Orange, Ao Haru Ride, Lovely Complex, Nana e Say ” I love you”. Di cui per nostalgia ho recuperato anche la visione degli Anime ( trasposizione animata dei manga). I temi trattati sono tra i più variegati si parla di suicidio ma anche di crescità, del periodo particolare e delicato dell’adolescenza, delle prime cotte, del problema del bullismo e le conseguenze psicologiche sui ragazzi che lo subiscono. Insomma non solo amore e zucchero ma tanta sostanza in più.

Serie tv e Kdrama

Le uniche serie che ho visto quest’anno sono state Westword e The night manager. La prima bellissima e turbante poichè l’idea di base è un parco divertimenti a tema western per ricconi dove è permesso tutto anche uccidere e violentare le attrazioni ( robot molto più umani dei protagonisti umani). Hbo ancora una volta non delude e sforna un prodotto eccellente. Il finale poi di questa serie è un qualcosa di allucinante. Attendo con ansia la seconda stagione.La seconda molto meno originale ma altrettanto bella tanto da farmi attendere con una certa curiosità la seconda stagione. Mentre per quanto riguarda i kdrama per non citare i miei preferiti in assoluto( di cui vi ho già parlato in precedenza) bellissimo è stato il drama 1988, ma anche the W ( il drama più originale del 2016) e To the beautiful you con quel pezzo di manzo di Minho ( che per chi non conoscesse il soggetto il mio unico pensiero è : SIETE DELLE CATTIVE PERSONE ANDATEVI A RIFARE GLI OCCHI.)

Eventi culturali, viaggi e mostre

Questo 2016 per me è stato caratterizzato dalla valigia in spalla e giretti per la cara Italia in particolare Roma, Milano e Firenze. Emozionante è stata la visita agli Uffizi o ancora quella della Galleria dell’Accademia ( entrambe a Firenze) nonché il Colosseo e i Musei Vaticani a Roma oppure la Scala, il Duomo ed il Castello Sforzesco con annessi giardini a Milano. Eventi che porterò nel mio bagaglio di esperienze è lo spettacolo del Decameron al Diana con Stefano Accorsi o ancora Erri de Luca al Mann. Insomma quando la vita è scandita da letture, musica e cultura la vita non potrebbe mai essere noiosa e piatta.

Sicuramente avrò dimenticato cose, fatti, eventi ecc ecc ma un pensiero che mi ha accompagnato nella scrittura di questo articolo è che mi sento una persona migliore, più adulta e consapevole, che è cresciuta ( purtroppo non in altezza) e che ha recuperato quel senso di meraviglia e stupore che aveva accantonato. Mi auguro che anche per voi tirando le fila e ripensando a tutto l’anno sia stato magico e bellissimo come il mio. Vi auguro come sempre buona vita, tante belle letture ma sopratutto vi auguro di osare sempre e di fare ciò che amate con tutta l’anima. Addio fantastico 2016. A presto 2017.

Alcune serie tv che stanno spopolando in rete, ispirate alle saghe più interessanti del momento!

Smanettando online per cercare delle serie TV che potessero appassionarmi, visto che è abbastanza difficile per me negli ultimi tempi trovarne una che mi coinvolga appieno, mi sono imbattuta, invece, in alcune che ho trovato davvero promettenti e di cui vorrei rendervi a parte. Il successo di alcune di esse evidentemente è il frutto dal fatto che sono state tratte o comunque ispirate da romanzi celebri per ragazzi, molto spesso saghe. Alcune di queste serie TV hanno poi completamente cambiato rotta rispetto ai libri ed, in alcuni casi, apportandone notevoli miglioramenti, come quello di “the 100”. In Italia, dopo il debutto della prima stagione, che ha spopolato, è uscito il primo libro della saga di Kass Morgan composto rispettivamente dai volumi: “The 100”, “Day 21” e “Homecoming”, ultimo volume, uscito negli Stati Uniti l’anno scorso. Ci sono sostanziali differenze tra la trilogia e la serie TV. Possiamo infatti notare come i vari libri siano stati solo un’ispirazione per gli sceneggiatori della serie che, con il passare delle puntate, si discostano completamente dalla strada intrapresa dalla Morgan e, che francamente, trovo molto meno incisiva, appassionante ed originale di quella intrapresa invece, dalla serie (nulla togliere alla scrittrice che ha comunque scritto una saga di cui si parla troppo poco e che dovrebbe invece avere più successo di quello che effettivamente ha avuto). Insomma sostanzialmente la trama ruota intorno ad un gruppo, “i cento”, che vengono mandati sulla Terra per capire se effettivamente quest’ultima possa essere abitabile. Una guerra nucleare globale, infatti, ha sconvolto il pianeta e del genere umano rimane solo una stazione spaziale, l’Arca, un complesso di 13 stazioni spaziali minori che si trovavano in orbita al momento del disastro. Tre generazioni sono sopravvissute nello spazio. L’Arca ha leggi molto severe per mantenere l’ordine: chi trasgredisce viene punito con la morte per espulsione nel vuoto. Ma ora, l’Arca sta morendo con l’aumento della popolazione e con il rapido deteriorarsi degli impianti di riciclo. I membri del Consiglio decidono di inviare sulla Terra appunto questi cento delinquenti (minorenni), per verificare se il pianeta è nuovamente abitabile. Tra loro ci sono Clarke Griffin, figlia della Consigliera e medico dell’Arca, Abigail Griffin, e del capo ingegnere, Jake Griffin; Wells Jaha, figlio del Cancelliere Thelonius Jaha; il temerario Finn Collins; Bellamy Blake, che si è intrufolato nella navicella poco prima della partenza, e sua sorella Octavia; i due amici Jasper Jordan e Monty Green.

Questi giovani ragazzi intraprenderanno un viaggio molto pericoloso su un pianeta per loro affascinante ma sconosciuto e dovranno trovare un modo per superare le differenze, unire le forze e creare un nuovo inizio sulla Terra che ormai è completamente cambiata: è selvaggia, primitiva e piena di insidie. Sono solo alla prima stagione ma posso confermare che davvero è sceneggiata bene, con bravissimi attori (sia il cast degli adulti che quello dei ragazzi) e soprattutto non con le solite dinamiche viste e riviste, all’interno delle serie TV del tipo, triangoli amorosi, frasi da baci perugina dette in momenti del tutto insensati e così via. Le relazioni ci sono ma non sono né calcate né tanto meno i personaggi si perdono in pensieri superficiali, la priorità infatti è sopravvivere, organizzarsi ed esplorare il pianeta per riuscire a salvare il genere umano che sta collassando sull’Arca.

Un altro caso raro di serie TV che batte i libri da cui è tratta, è senza ombra di dubbio: True Blood che ha come protagonista Sookie Stackhouse, una ragazza (telepatica) che abita a Bon Temps una piccola, ma per niente tranquilla, cittadina della Louisiana, in cui i vampiri si stanno integrando sempre di più. Sookie si innamora subito del vampiro Bill, visto che è attratta dal fatto che non riesce a percepirne i pensieri, e da qui iniziano i guai.

Questa serie TV, anch’essa famosissima e che ahimè si è conclusa, è ispirata al “Ciclo di Sookie Stackhose”, in inglese ,”The Southern Vampire Mysteries”, saga letteraria, scritta da Charlaine Harris, composta da 13 libri:

Finché non cala il buio (Dead Until Dark),

Morti viventi a dallas (Living Dead in Dallas),

Il club dei morti (Club Dead),

Morto per il mondo (Dead to the World),

Morto stecchito (Dead as a Doornail),

Decisamente morto (Definitely Dead),

Morti tutti insieme (All Together Dead),

Di morto in peggio (From Dead to Worse),

Morto e spacciato (Dead and Gone),

Morto in famiglia (Dead in the Family),

Resa dei conti mortale (Dead Reckoning),

A un punto morto (Deadlocked),

Morti per sempre ( Dead Ever After).

 

Come al solito in Italia la pubblicazione di: Finché non cala il buio, viene pubblicato nel 2007, da Fazi Editore, anno in cui True Blood fa il suo debutto sul canale HBO (anche qui dunque si è andati sul sicuro, la sere TV ha fatto successo ergo, portiamo i libri della saga nelle librerie italiane). Comunque, il 29 ottobre 2013, negli Stati Uniti , è uscito il volume “After Dead: What Came Next in the World of Sookie Stackhouse” e contiene un addio per ogni personaggio, come una sorta di titolo di coda della saga. Si, perché con la True Death di True Blood evidentemente non avevamo ancora esaurito tutte le lacrime da versare. Sproloquio a parte, anche per questa serie TV ci troviamo di fronte ad un caso in cui, si è superato i volumi da cui è stata tratta (tanto di cappello agli sceneggiatori). La serie, infatti si discosta completamente dal corso di alcune vicende descritte dalla Harris e i personaggi che abbiamo imparato ad amare nella serie TV, in realtà nei romanzi non sono altro che personaggi secondari, più di contorno alle vicende che parti integranti di esse. Ma se siete nostalgici per la conclusione della serie TV e non avete mai letto nulla di questa saga vi consiglio di correre ai ripari e leggerla.

Un’altra serie TV che sta’ facendo parlare di sé è senz’altro quella di Shadowhunters. Si tratta di un adattamento della saga letteraria “The Mortal Instruments”, in Italia pubblicata con il titolo “Shadowhunters” dell’autrice Cassandra Clare. La prima stagione, composta da 13 episodi, rappresenta un’unione dei primi due romanzi della saga, Shadowhunters – Città di ossa e Shadowhunters – Città di cenere. Questa trasposizione sul piccolo schermo è stata fortemente voluta dai fan dopo il sonoro flop dell’adattamento cinematografico che, non solo non ha convinto per la scelta del cast ma ha anche deluso per la mescolanza di situazioni che, dai vari volumi, vengono messi insieme in una sceneggiatura-accozzaglia che ha soddisfatto ben poco gli amanti della saga. Dunque eccoci qui a seguire le vicende di Clary ed i vari personaggi in chiave televisiva, a più puntate, dove si è fatta molta attenzione alla scelta degli attori nonché alla sceneggiatura che, nonostante si discosti leggermente dalla trama dei libri, ha comunque senso e dà soddisfazione a tutti quelli che hanno letto il lavoro della Clare. Stendiamo un velo pietoso sulla recitazione di Katherine McNamara, vero punto debole della serie che, però tenta di migliorare puntata dopo puntata e diciamocelo, vogliamo così ardentemente continuare a vedere altro del mondo Shadowhunters, che tifiamo per lei affinché migliori e soprattutto incitiamo affinché il budget aumenti permettendo una miglioria in quanto ad effetti speciali e armi (sembrano talmente finte da sembrare giocattoli comprati in un negozio).

Altro clic di mouse, altra serie TV popolarissima quella cioè di: Game of Thrones, senza dubbio la punta di diamante dell’HBO che, stagione dopo stagione, ottiene sempre più consensi, diventando senza ombra di dubbio una delle serie più amate della TV.

Fino a qualche anno fa in pochi sapevano chi fossero gli Stark o i Lannister, i Baratheon o i Targaryen. Poi, con la trasposizione in serie TV delle “Cronache del Ghiaccio e del Fuoco” scritte da George R. R. Martin, la saga è riuscita a conquistare un ampio e meritato pubblico che continua a crescere e stenta a fermarsi. L’autore ha iniziato nel 1991 a scrivere la saga, pubblicandone, negli Stati Uniti, il primo volume nel 1996. Inizialmente Martin aveva pensato ad una trilogia, ma la saga ha preso sempre più spessore nel corso degli anni portando l’autore a pensare che fossero necessari almeno 7 libri per raccontare l’intera epopea. Dopo moltissime pressioni da parte dei fan di voler vedere conclusa la saga e di poter leggere l’ultimo volume, forse uno dei libri più attesi dell’anno, lo stesso Martin ha dichiarato che la fine della storia è tutta nella sua testa e invita tutti a portare pazienza. C’è da sottolineare come questa serie TV, rispetto alle due precedenti di cui vi ho parlato, sia molto fedele ai libri dello scrittore e, anzi, la qualità del lavoro HBO è impeccabile poiché lo stesso Martin collabora con gli autori della serie per mantenere sempre alta la qualità delle sue storie. In sintesi che dirvi, per chi di voi ancora non avesse preso in mano un libro del Trono di Spade, fatelo! Non ve ne pentirete! Fino ad ora pubblicati: “Il trono di spade”, “Il grande inverno”, “Il regno dei lupi”, “La regina dei draghi”, “Tempesta di spade”, “I fiumi di guerra”, “Il portale delle tenebre”, “Il dominio della regina”, “L’ombra della profezia” ed infine “I guerrieri di ghiaccio”.

Queste sono solo alcune delle serie TV che sono diventate un must per i giovani e tra i giovani. La domanda dunque sorge spontanea, c’è chi preferisce le serie TV ai romanzi da cui vengono tratte, ma questo può essere un incentivo per avvicinare i più pigri alla lettura? del resto guardando le varie puntate ci si incuriosisce verso chi ha dato l’input, l’idea di qualcosa di originale ed intrigante ossia gli scrittori che hanno dato vita alla storia. A voi tratte le fila di questo discorso intavolato in questo articolo. Sperando che possiate trarne spunti e come sempre vi auguro buone letture e buona vita.

Prossime uscite in libreria: grandi attese e squilibri di vario genere.

Eccomi tornata con un’altro articolo. Inizialmente avevo intenzione di pubblicare nel blog tutt’altro argomento e cioè le letture a sfondo sentimentale per il periodo di san valentino. Poi però ho cambiato idea per due motivi principali: non sono un tipo che legge molto questo genere dunque sarebbe uscito fuori un’articolo molto scarno di titoli e secondo, la mia curiosità mi porta sempre a cercare su internet informazioni sulle uscite magari delle saghe oppure dei libri che attendo arrivino anche  in italia. Dunque ecco quello che reputavo molto più interessante ed utile in  quanto vi metterò a parte di alcune di queste ricerche. Premetto che queste informazioni vanno prese con le pinze in quanto sono soggette a cambiamenti da parte delle case editrici e non è detto che ciò che si trova in rete sia verità assoluta. Detto questo cominciamo subito con alcune uscite interessanti per quanto riguarda il mese di Marzo e inizierei con una bomba e cioè l’uscita dell’ultimo capitolo della saga di “Half Bad” che per il momento uscirà in Inghilterra, dunque dovremmo attendere ma, per chi legge in inglese e non può aspettare oltre, potrebbe essere già a portata di lettura: Half Lost. Inoltre la scrittrice ha già annunciato che oltre a questo volume che, rappresenta l’ultimo romanzo della saga, ci sarà una novella che rappresenta il prequel del primo volume della trilogia e che riguarderà esclusivamente Gabriel: Half Lies ( che per chi ha amato i primi due volumi ed in particolare questo personaggio, starà sicuramente facendo i salti di gioia apprendendo la notizia) dunque come direbbe il nostro caro Silente, cento punti a Sally Green. Altra chicca fresca e del tutto certa a meno che non ci sia uno slittamento da parte della Mondadori è quella del 15 Marzo relativa all’uscita del romanzo “Signora Della Mezzanotte” di Cassandra Clare in inglese rispettivamente”The Dark Artificies” e che rappresenta lo spin off della, più famosa serie, della scrittrice: Shadowhunters “The Mortal Instruments”(lo so lo so non state più nella pelle).

Un minuto di silenzio va fatto sicuramente  per la copertina della nuova saga e si anch’io non faccio che restare sconcertata dalle copertine italiane perché siamo degli sfigati e ci becchiamo copertine che lasciano molto a desiderare mentre quelle del mondo intero sono di una bellezza assurda.

 

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Altro titolo altro gridolino di gioia e no, non parlo dell’uscita di Before di Anna Todd il 29 da cerchiare in nero sul calendario e indire uno sciopero di massa (almeno spero che le librerie indipendenti si rifiutino di farlo acquistare)no, vi sto parlando di un libro vero “Purity” di Jonathan Franzen il nuovo attesissimo libro di questo autore, già famoso per “Le correzioni e le libertà”(autore che non ho mai affrontato ma di cui già ammiro tutto e vorrei leggere e possedere tutta la sua produzione).

Altro romanzo attesissimo dai lettori di tutto il mondo è “The Winds of Winter” di George Martin. L’uscita in libreria del nuovo capitolo de “Le cronache del ghiaccio e del fuoco” potrebbe essere ad aprile anche se non c’è ancora alcuna notizia ufficiale in merito. I lettori italiani dovrebbero attendere ulteriormente per vedere l’opera tradotta, ma chi non ha problemi con l’inglese potrebbe iniziare a leggere il libro fra pochi mesi anche se come detto e ribadito niente è certo. Per rimanere in “genere fantasy” altro attesissimo romanzo, la cui uscita in libreria è prevista per il 14 Aprile, è  “La Battaglia Dei Pugnali” di Marie Lu in inglese rispettivamente “The Young Elites”, primo libro di una nuova saga della scrittrice, reduce dalla fatica della trilogia di “Legend”che in tantissimi hanno amato.

Tra i vari titoli che usciranno o che comunque sono attesissimi non posso non citarvi quella che è stato per me una delle saghe più belle degli ultimi tempi:”The Invasion Of The Tearling”di Erika Johansen secondo volume di “The Queen Of The Tearling” edito dalla Multiplayer e che uscirà quasi sicuramente il 28 Aprile ( per la cronaca già sono a metter le tende fuori la mia libreria di fiducia) e non posso non inserire anche “Cress” di Marissa Meyer, il terzo volume “The Lunar Chronicles” ossia la saga delle “Cronache Lunari” edito dalla  Mondadori, genere  distopico e che riadatta, in chiave originale, alcune delle favole più conosciute. Anche di questa saga vi lascio le copertine dei volumi in inglese perché quelle italiane sono inguardabili e per di più anche di questo volume non è certo se l’uscita sia prevista per Aprile o Maggio (ma dico io, visto che la grafica delle copertine inglesi sono davvero spettacolari, perché in Italia gli editori non risparmiano sui grafici incompetenti e ci lasciano i fantastici lavori di quelli internazionali? bha! mistero.).

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Le mie ricerche si spingono anche oltre ma visto che si tratta di fonti che variano di giorno in giorno e di mese in mese credo sia il caso di fermarmi ai dati, quasi certi che si hanno e che riguardano, grosso modo, gli scompensi che stanno avendo, come me, i lettori spari nel globo, per i vari volumi sopracitati. Con questa breve carrellata di info vi lascio, augurandovi un sereno weekend e come sempre:Buone letture.

 

 

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Panico nei lettori di tutto il mondo! Arriva la nuova iniziativa editoriale dei libri distillati.Cosa sono?

Molti già conoscono o comunque sono già informati su questa nuova iniziativa nel mondo editoriale dei: libri distillati. Ma cosa sono con precisione e sopratutto, qual’è lo scopo della loro nascita?. In questo articolo cercheremo di venirne a capo.

Partiamo dal principio di questa iniziativa che è sostanzialmente l’unico, ossia i Money(aspetto economico). Spiego meglio. Questi libri distillati non sono altro che il frutto di una genialata marketing per attirare sul mondo editoriale da pochissimo, uscito dalla crisi nera e profonda in termini finanziari(Si guardi ormai il self publishing e così via, che ha dato non poche gatte da pelare.), quante più persone è possibile.Come? ma naturalmente, prendendo best seller o comunque romanzi già pubblicati, eliminando tutte quelle parti che (sempre secondo questi geni dell’editing) non risultano utili al fine della storia e immetterli sul mercato, così da poter sfruttare questi lavori il più possibile(libri ridotti all’osso, li avrei definiti io ma lasciam perdere). Per essere brevi si tratta di un riassunto breve e coinciso per non annoiare il lettore e per portare chi non legge o comunque non è interessato ai libri, ad avvicinarsi invece ad una forma di lettura più dinamica e veloce. I libri distillati ( da notare poi il termine DISTILLATI, che la dice lunga su questa nuova impresa)si rivolgono infatti a quella fetta di fruitori che per motivi quale lavoro, famiglia, studio, non hanno sostanzialmente tempo per approcciarsi ad un ROMANZO e dunque si è ben pensato di fare così: LIBRI CHE VANNO INCONTRO ALLE PERSONE. Io premetto che sono sempre stata favorevole alle iniziative per portare persone che non hanno tempo o comunque non leggono a LEGGERE, ma non così e vi spiego perché .Secondo me è da sciocchi preferire alla qualità, la quantità( persone che ho portato a leggere promuovendo i distillati). Inoltre se uno scrittore ha partorito un romanzo in una data maniera, usando un determinato stile di scrittura, prosa, descrizioni, perché stuprarne l’anima?Invece di ATTIRARE A TUTTI I COSTI perché non EDUCARE ALLA LETTURA fin da piccoli, magari nelle scuole, collaborando con insegnanti di italiano affinché ci siano laboratori di scrittura o letture sulla base dell’animo della classe di ragazzi che si ha di fronte? Perché non svolgere questa operazione, investendo sul cervello di ragazzi al quale si propina solo spazzatura come: young adult?. Oppure ancora perché creare altri surrogati, se già esistono sul mercato alternative come AUDIO LIBRI, che potrebbero far al caso di casalinghe o comunque madri di famiglia che tra un tortino, una spolverata e accudire i figli, hanno la possibilità di poter comunque fare un’esperienza di lettura? Ed ancora perché voler a tutti i costi attirare un uomo che lavora e magari torna a casa stanco, al mondo libresco quando già ci sono delle alternative che potrebbero già invogliare alla lettura ed ancora, un ragazzo che tornato da scuola o dall’università, finito di studiare, esce a divertirsi, gioca alla play, perché dovrebbe interessarsi ai libri distillati quando ha l’opportunità dell’e-reader con il quale intrattenersi ovunque?Insomma una cosa del tutto insensata piegare il libro al volere del mercato, invece di analizzarne i fruitori e attirare queste persone con altre iniziative molto più creative, che non mettono a repentaglio l’intero lato ARTISTICO del mondo dei LIBRI. Una cosa di pessimo gusto insomma, dove l’editoria sembra sempre più, popolata da mangia-morte che succhiano l’anima dei testi, lasciandoli privi di qualsiasi emozione e artisticità, facendone solo un’ulteriore prodotto commerciale da vendere a tutti i costi a chiunque e dovunque. Voi cosa ne pensate? Siete d’accordo su quanto detto? Trovate aspetti positivi in tutto ciò? Mi piacerebbe sapere l’opinione di altri lettori a riguardo. Intanto buona e dolce vita piena di BELLE E QUALITATIVE LETTURE.